Osservatorio Prezzi e TariffeDGAM

Newsletter online dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe

N. 10/2009 Roma, 1 Dicembre 2009

Indice

 Presentazione

 In sintesi

 Confronto con l'Europa

 I prezzi più "caldi" e più "freddi"

 La dinamica delle tariffe idriche

 I consumi

 I consumi delle famiglie italiane prima e dopo la crisi

 I prezzi dei prodotti energetici

Presentazione

Questa Newsletter ha cadenza mensile ed è rivolta a consumatori, associazioni di categoria ed istituti di ricerca. Offre dati e analisi sulle più recenti dinamiche dei prezzi e dei mercati attraverso una sintesi iniziale e successive sezioni di approfondimento.

La Newsletter, curata dall'Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa tecnica del Ministero per lo Sviluppo Economico, con il supporto tecnico dell'IPI, si apre con il confronto della dinamica inflazionistica italiana con quella dell'Area Euro.

Una sezione è dedicata all'analisi dei beni e dei servizi che hanno pesato di più sull'inflazione (top) e di quelli che, viceversa, hanno contribuito maggiormente a contenere l'aumento complessivo dei prezzi (bottom) in Italia.

Questo numero contiene una breve analisi della dinamica delle tariffe idriche negli ultimi cinque anni.

La sezione successiva contiene un'ampia disamina sull'evoluzione dei consumi, considerata un'importante spia dello stato di salute dell'economia. In questo numero, inoltre, è pubblicata un'analisi della dinamica delle previsioni della Commissione Europea sui consumi delle famiglie italiane prima e dopo la crisi corrente.

Segue un quadro dei mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso un'analisi dell'andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del gasolio in Italia e nei principali paesi europei.

Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle più recenti dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sito www.osservaprezzi.it.




In sintesi

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Confronto con l'Europa

A OTTOBRE CONTINUA A RISALIRE LENTAMENTE LA DINAMICA DEI PREZZI IN ITALIA, ANCORA NEGATIVA L'INFLAZIONE NELL'AREA EURO

Prezzi al consumo (indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Ad ottobre, il tasso d'inflazione nella media dei paesi dell'Area Euro registra una variazione pari a -0,1%, in lieve accelerazione rispetto al -0,3% di agosto. Il dato medio riflette l'inversione del processo deflativo nei principali paesi. In particolare, in Spagna il tasso d'inflazione, pur restando negativo, passa dal -1% di settembre al -0,6% di ottobre, in Francia passa dal -0,4% al -0,2%; in Germania si attesta in ottobre al -0,1% dopo il -0,5% di settembre.


In Italia, ad ottobre il tasso di inflazione calcolato in base all'indice armonizzato rimane con il segno positivo ma in lieve discesa, passando dal +0,4% di settembre al +0,3%. Il differenziale con l'Area dell'Euro si riduce significativamente passando da 7 a 4 decimi di punto percentuale.

L'inflazione di fondo (calcolata cioè al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi) in Italia scende dall'1,5% di settembre all'1,4% di ottobre. Anche nell'Area Euro si evidenzia una lieve flessione dall'1,1% di settembre all'1% di ottobre.
I beni energetici registrano nel nostro Paese un ribasso dei prezzi superiore (-11,2%) rispetto a quello medio dei paesi dell'Euro (-8,5%). Per converso, i prezzi dei beni alimentari non lavorati rispetto a dodici mesi prima risultano in aumento in Italia (+1,2% come in settembre), mentre continuano a scendere nella media dell'Area Euro (-1,5% in ottobre, era -1,2% in settembre).
Ad ottobre la dinamica tendenziale dei prezzi dei servizi è analoga in Italia (+1,8%) rispetto a quella degli altri Paesi che adottano la moneta unica (+1,8%).

Confronto Italia vs. Area Euro - i 10 gruppi di prodotto con l'inflazione più favorevole all'Italia (ottobre 2009, variazioni sullo stesso mese dell'anno precedente, indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Divari contenuti nell'inflazione media sottendono peraltro sensibili differenze per alcune categorie di beni e servizi. In ottobre, il differenziale inflazionistico a favore dell'Italia risulta particolarmente significativo per alcuni prodotti: in testa alla graduatoria si trovano i trasporti aerei di passeggeri, l'elettricità ed i servizi di trasporto.


Confronto Italia vs. Area Euro - i 10 gruppi di prodotto con l'inflazione più sfavorevole all'Italia (ottobre 2009, variazioni sullo stesso mese dell'anno precedente, indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Per converso, il differenziale inflazionistico è particolarmente sfavorevole all'Italia per i seguenti prodotti: le apparecchiature per l'elaborazione delle informazioni, i servizi postali, gli ortaggi e le attrezzature telefoniche e di telefax.

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I prezzi più "caldi" e più "freddi"(1)

LA PRESSIONE SUI PREZZI E' ANCORA ESERCITATA DAI RIALZI DEI PRODOTTI ALIMENTARI

Indici dei prezzi al consumo per l'intera collettività – ottobre 2009 (variazioni sull'anno precedente) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat, posizioni rappresentative - Clicca per ingrandireL'ulteriore aumento del tasso di inflazione (NIC) di ottobre, salito al +0,3% rispetto al +0,2% di settembre, risente prevalentemente dei rialzi dei beni alimentari.

Gli incrementi dei prezzi più elevati riguardano in particolare: pomodori lavorati (pelati +7,4%, passata di pomodoro (+6,3%), riso (+5,6%), miele e uovo di cioccolato (+5%) e confettura di frutta (+4,9%).

Nel complesso, i primi dieci prodotti con i più elevati incrementi dei prezzi incidono per circa lo 0,4% sul totale dei consumi delle famiglie ed apportano un contribuito del 7,7% alla crescita complessiva dei prezzi al consumo di ottobre.

(1) Le elaborazioni fanno riferimento a una selezione di 200 posizioni rappresentative sulle 530 del paniere Istat 2009. Le posizioni rappresentative sono un insieme di beni e servizi che costituisce il maggior livello di disaggregazione disponibile.

IL CONTENIMENTO DELL'INFLAZIONE È DA ATTRIBUIRE ALLA DIMINUZIONE DEI CARBURANTI

Indici dei prezzi al consumo per l'intera collettività – ottobre 2009 (variazioni sull'anno precedente) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Istat, posizioni rappresentative - Clicca per ingrandireLa dinamica dei prezzi al consumo continua ad essere caratterizzata anche in ottobre dalla forte riduzione su base annua delle quotazioni dei carburanti: gas GPL (-20,8%), gasolio per auto (-17,8%), benzina verde (-9%).

Sono in flessione anche i prezzi di alcuni prodotti alimentari: l'olio di semi di girasole (-4,8%), la pasta di grano duro (-4,4%), i pomodori da sugo e l'olio di oliva (-4,3%), il burro (-3,5%).

Nel loro insieme, questi dieci prodotti incidono con una quota del 4,2% sulla spesa delle famiglie ed apportano un contributo significativo (14 punti percentuali) alla dinamica complessiva dei prezzi dell'ultimo mese.

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La dinamica delle tariffe idriche

L'ACQUA È UN BENE SEMPRE PIÙ COSTOSO, NON SOLO PER LE FAMIGLIE ITALIANE

La dinamica delle tariffe idriche e dei servizi a regolamentazione locale - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandireNel nostro Paese, negli ultimi cinque anni, secondo le rilevazioni dell'Istat, le tariffe dell'acqua potabile sono cresciute in misura sensibilmente superiore rispetto all'inflazione generale e, a partire dalla fine del 2007, anche rispetto alla media dei servizi a regolamentazione locale2. In particolare, nel 2008 le tariffe dell'acqua potabile sono cresciute in Italia del 5,1% rispetto all'anno precedente; nello stesso periodo, le tariffe dei servizi locali hanno subito mediamente un incremento del 3,6% e l'inflazione generale del 3,3%. Nei primi dieci mesi dell'anno corrente, in un periodo di generalizzata riduzione delle tensioni inflazionistiche, le tariffe idriche sono ulteriormente salite (+5,9% su base annua in ottobre) ad un tasso pari al doppio di quello del complesso dei servizi locali.

Dal Rapporto Internazionale sull'Acqua e sui relativi costi nel 2007-2008, realizzato da Nus Consulting Group, che fornisce una panoramica sui costi idrici in 14 Paesi nel mondo, emerge che il prezzo medio dell'acqua applicato in Italia è circa il doppio di quello degli Stati Uniti, che si confermano come la nazione meno costosa. La nostra tariffa idrica è invece quasi la metà di quella della Germania, che si conferma il Paese con le tariffe idriche più elevate. Emerge, inoltre, dal Rapporto che il prezzo dell'acqua tende ad aumentare in tutto il pianeta: nell'ultimo anno, secondo l'indagine, i costi idrici sono aumentati in 11 dei 14 Paesi considerati (Germania, Belgio, Regno Unito, Francia, Austria, Australia, Italia, Spagna, Canada, Sud Africa, Stati Uniti).

(2) Il riordino dei servizi idrici è stato avviato in Italia con la legge 36/94 (c.d. Legge Galli) che, al fine di superare la frammentazione gestionale e ridurre i livelli di inefficienza produttivi ed infrastrutturali, ha previsto la costituzione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), vale a dire bacini di utenza di dimensioni tali da consentire il raggiungimento di economie di scala, l'istituzione del Servizio Idrico Integrato (SII), inteso come l'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d'acqua a usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue, l'identificazione dei costi totali (gestione, manutenzione e investimento) dell'intero SII attraverso la predisposizione da parte di ciascun ATO di un Piano d'Ambito, che definisce anche il profilo tariffario presuntivo nell'intero periodo di valenza del Piano ( 20-30 anni),l'affidamento del servizio previsto diretto in-house, mediante apposita convenzione, a società mista pubblico-privata con scelta del partner per gara e con concessione a terzi. In questo contesto la tariffa idrica è determinata applicando il così detto “Metodo Normalizzato”, che fornisce indicazioni sulla determinazione annuale dei costi riconoscibili al Gestore per la fornitura di acqua (funzionamento degli enti di gestione o il canone relativo ad eventuali concessioni, ammortamenti e remunerazione del capitale investito) e definisce la tariffa media (TM) di riferimento del S.I.I. come rapporto tra tali costi ed il volume di acqua fornito, per garantire l'equilibrio economico – finanziario della gestione stessa.

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I consumi

DIMINUISCE SIGNIFICATIVAMENTE IL CONSUMO DI ALCOLICI, CAFFÈ, GIORNALI E LIBRI

Le funzioni di consumo delle famiglie con le più elevate riduzioni nel periodo 1992-2008 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat, contabilità nazionale - Clicca per ingrandire

Nel periodo 1992-2008, a fronte di una crescita complessiva dei consumi delle famiglie italiane in termini reali che è stata pari al 20%, alcune voci di spesa hanno registrato sensibili riduzioni.

Le riduzioni più consistenti hanno riguardato: tessuti per la casa (-27,3%), bevande alcoliche (-17,6%), altri beni durevoli per la ricreazione e la cultura (-15,6%), oli e grassi (-13,1%). Riduzioni a due cifre hanno riguardato anche il caffè e il tè, i giornali e i libri.
Si tratta di riduzioni complessive che corrispondono a valori medi annui compresi tra l'1,7% dei tessuti per la casa e lo 0,7% dei libri.

Nel 2008 le prime dieci funzioni di consumo che hanno subito le più elevate riduzioni incidono per il 9,3% sul totale dei consumi delle famiglie, mentre nel 1992 contribuivano per il 12,3%.

L'IMPATTO DELLE TECNOLOGIE MULTIMEDIALI SULLA SPESA PER LIBRI E GIORNALI DELLE FAMIGLIE NEGLI ANNI DUEMILA

Dinamica della spesa delle famiglie italiane per libri e giornali - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat, contabilità nazionale - Clicca per ingrandire

I consumi culturali, misurati in termini di spesa delle famiglie nei dati della Contabilità Nazionale elaborati dall'Istat, hanno subito negli ultimi anni significative variazioni nella loro composizione.
Per effetto della forte espansione registrata negli ultimi 15-20 anni, la spesa per intrattenimenti multimediali (hi-fi, tv, fotografia, computer, ecc.) ha raggiunto un peso superiore a quello dei prodotti editoriali (libri e giornali) che, nello stesso periodo, hanno evidenziato dinamiche negative.

Dal 1992 al 2008, si è registrata una riduzione delle spese per l'acquisto di libri e giornali pari, rispettivamente, a -10,4% e -11,4%. Per entrambe le voci di spesa il trend è decrescente, ma è divenuto particolarmente sfavorevole a partire dai primi anni duemila. Infatti, considerando il sottoperiodo 2000-2008, la riduzione delle spese per i libri è stata pari al 9,8% e quella relativa ai giornali al 12,2% (superiore a quella dell'intero periodo di riferimento).

Nel 2008, rispetto all'anno precedente, mentre la spesa per i giornali è in flessione, quella per i libri evidenzia un lieve incremento. Gli italiani hanno speso per i libri circa 4 miliardi di euro (in valori concatenati con base 2000), pari allo 0,5% della spesa per consumi totale. Le spese per i giornali sono state pari a circa 7 miliardi di euro, pari all'1% del totale.

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I consumi delle famiglie italiane prima e dopo la crisi

LA CRISI LASCIA IN EREDITÁ ALL'ECONOMIA ITALIANA UN VUOTO DI DOMANDA

Le previsioni sulla dinamica della spesa privata in Italia prima e dopo la crisi - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Secondo le stime della Commissione Europea, le prospettive a breve termine per l'economia dell'Unione europea e dell'Italia sarebbero in miglioramento. La crescita della domanda interna resterà tuttavia molto lenta nel prossimo biennio: l'incremento previsto per i consumi privati è dello 0,8% nel 2010 e dell'1,3% nel 2011.

Sebbene i consumi privati si siano dimostrati un fattore stabilizzante durante la crisi, la spesa delle famiglie dovrebbe essere limitata, nei prossimi anni, dalla necessità di riassestare i bilanci domestici e dalla negativa evoluzione del mercato del lavoro.

Alla significativa riduzione subita nel biennio 2008-2009 (rispettivamente -0,9% e -1,5%), è prevista una caduta della spesa delle famiglie maggiore rispetto a quella che la Commissione Europea aveva previsto nell'autunno del 2007, prima che la crisi dispiegasse completamente i suoi effetti negativi.

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I prezzi dei prodotti energetici

SALE IL PREZZO DEL PETROLIO, SI RAFFORZA L'EURO RISPETTO AL DOLLARO

Prezzo del petrolio Brent e cambio euro-dollaro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati del U.S. DOE e Banca Centrale Europea - Clicca per ingrandire

Il mese di novembre evidenzia una salita di circa 5 dollari del prezzo del barile che, a metà mese, si è avvicinato agli 80 dollari. Dalla scorsa primavera l'International Energy Agency ha continuato a rivedere al rialzo le proprie previsioni sulla domanda mondiale di petrolio nel 2009, portandole gradualmente da 83,2 a 84,6 milioni di barili al giorno.

Le ultime analisi non sembrano, invece, prevedere cambiamenti significativi nel medio lungo periodo nella domanda e nell'offerta di petrolio. L'edizione 2009 del World Energy Outlook (WEO) dell'Agenzia Internazionale dell'energia, pubblicata il 13 novembre, non presenta revisioni sostanziali delle stime di domanda e produzione di petrolio future: il mondo dovrebbe consumare 105 milioni di barili al giorno nel 2030 (1 mbg in meno rispetto ai valori previsti nell'edizione del 2008).

Pur contrassegnato da una maggiore volatilità il prezzo del barile va, come di consueto, in parallelo con il tasso di cambio. Dal marzo del 2009 la ripresa delle quotazioni del greggio coincide con l'apprezzamento dell'euro. A novembre, il tasso di cambio euro-dollaro continua a crescere: al 18 novembre, si attesta intorno a 1,5 dollari, rispetto all'1,48 della fine di ottobre.

I PREZZI INDUSTRIALI DI BENZINA E GASOLIO NUOVAMENTE IN SALITA

Prezzo industriale della benzina (€/litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

A novembre, in Italia, il prezzo industriale della benzina si attesta a 0,511 €/litro, con un aumento di 2,5 centesimi rispetto al mese scorso (+5,1%). L'andamento tendenziale si inverte: rispetto a dodici mesi prima l'incremento è del +15% a fronte del -13% di ottobre. Il livello di prezzo, come nei mesi precedenti, risulta superiore di 6 e 5 €cent rispetto a Francia e Germania e di 9 rispetto al Regno Unito.


Differenziale Italia – Area Euro del prezzo industriale della benzina (€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

I dati di novembre evidenziano un lieve aumento del differenziale Italia-Area Euro del prezzo industriale della benzina che, rispetto ad ottobre, passa da 3,4 a 3,5 €cent per litro.





Prezzo industriale del gasolio (€/litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Il prezzo tasse escluse del gasolio è in sostanziale rialzo da marzo 2009, quando aveva raggiunto il minimo degli ultimi cinque anni (0,431 €/litro). A novembre, il gasolio per auto costa 0,516 euro/litro, +2,3 centesimi rispetto ad ottobre pari al 4,7%. Su base tendenziale, il gasolio è ancora in calo del 9,5% (era al -26% in ottobre). Nel confronto con i principali paesi europei, il prezzo del gasolio italiano è superiore di 6 centesimi di €/litro rispetto alla Francia, 5 alla Germania e 8 al Regno Unito.

Differenziale Italia – Area Euro del prezzo industriale del gasolio (€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Il differenziale del prezzo industriale del gasolio tra l'Italia e la media dell'Area Euro sale, passando dai 3,2 centesimi di ottobre agli attuali 3,5 centesimi al litro.

AUMENTA IL PREZZO AL CONSUMO DELLA BENZINA, LA COMPONENTE FISCALE PERMANE IN LINEA CON LA MEDIA DELL'AREA EURO

Prezzo al consumo della benzina (€/litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Il prezzo medio tasse incluse della prima metà di novembre della benzina è pari a 1,29 €/litro, +3 centesimi rispetto al mese scorso pari al 2,4%. La crescita tendenziale è del 6,8% a fronte del -5% su base annua registrato ad ottobre. Nel confronto con i principali paesi europei, la benzina italiana è di 2 centesimi più cara di quella francese, di 9 di quella inglese, ma risulta inferiore di 3 €cent rispetto a quella tedesca.

Benzina, prezzo industriale e componente fiscale (€/litro, dati del 18 novembre 2009) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Analizzando l'incidenza della componente fiscale sul prezzo della benzina, l'Italia registra un valore inferiore a quello di Francia, Germania e Regno Unito, rispettivamente, di 4, 9 e 1 €cent; la fiscalità in Italia risulta perfettamente allineata con la media europea.

SALE IL PREZZO AL CONSUMO DEL GASOLIO

Prezzo al consumo del gasolio (euro/litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

A novembre, in Italia un litro di gasolio costa al consumo 1,127€/litro, +2,7 centesimi pari al 2,5% rispetto ad ottobre; il calo tendenziale si riduce al -5% rispetto allo scorso anno (era il -15% in ottobre rispetto allo stesso mese dell'anno precedente). Il prezzo alla pompa del diesel risulta superiore di 3 centesimi rispetto alla Francia ed inferiore di 3 e 9 centesimi rispetto alla Germania ed al Regno Unito.


Gasolio, prezzo industriale e componente fiscale (euro/litro, dati del 18 novembre 2009) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

I dati settimanali confermano, per il gasolio italiano, una componente fiscale superiore di 4 centesimi rispetto alla media di Eurolandia, di 1 centesimo rispetto alla francese, ma inferiore, rispettivamente, di 18 e 4 centesimi a Regno Unito e Germania.

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