Osservatorio Prezzi e TariffeDGAM

Newsletter online dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe

N. 7/2008 — Roma, 23 maggio 2008

Indice

 Presentazione

 In sintesi

 Confronto con l'Europa

 I prezzi più "caldi" e più "freddi"

 Focus sul prezzo di alcuni prodotti

 La dinamica delle tariffe dei servizi pubblici

 I consumi

 I prezzi dei prodotti energetici

 La dinamica del prezzo del petrolio

Presentazione

Questa Newsletter ha cadenza mensile ed è rivolta a consumatori, associazioni di categoria ed istituti di ricerca. Offre dati e analisi sulle più recenti dinamiche dei prezzi e dei mercati attraverso una sintesi iniziale e successive sezioni di approfondimento.

La Newsletter, curata dall'Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori 1 del Ministero per lo Sviluppo Economico, con il supporto tecnico dell'IPI, si apre con il confronto della dinamica inflazionistica italiana con quella dell'Area Euro.

Una sezione successiva è dedicata all'analisi dei beni e dei servizi che hanno pesato di più sull'inflazione (top) e di quelli che, viceversa, hanno contribuito maggiormente a contenere l'aumento complessivo dei prezzi (bottom). Due focus sono dedicati alla dinamica dei prezzi, rispettivamente, dei prodotti della cosiddetta “dieta mediterranea” e dei prodotti hi-tech.

Segue un approfondimento sulle tariffe dei servizi pubblici locali.

La sezione successiva contiene una breve rassegna delle previsioni delle principali Istituzioni nazionali ed internazionali sulla dinamica dei consumi in Italia per il biennio 2008-09.

Particolare attenzione viene dedicata ai mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso un'analisi dell'andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del gasolio in Italia e nei principali paesi europei.

Chiude la Newsletter un approfondimento sulle principali cause relative all'ulteriore aumento delle quotazioni del petrolio.

Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle più recenti dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sito www.osservaprezzi.it.

 

(1) La gestione dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe, nella nuova organizzazione del Ministero dello sviluppo economico derivante dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 Novembre 2007, n. 225, e dal decreto ministeriale 19 febbraio 2008, è affidata all'Ufficio V – Monitoraggio prezzi - della Direzione generale per la concorrenza e i consumatori, costituita nell'ambito del Dipartimento per la regolazione del mercato

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In sintesi

(2) Indicatore sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo che si riferisce al prezzo effettivamente pagato dal consumatore e che esclude dal paniere, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.

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Confronto con l'Europa

AD APRILE L'INFLAZIONE ITALIANA SUPERA QUELLA DELL'AREA EURO

Prezzi al consumo
(indici armonizzati)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire
Il tasso d'inflazione nell'Area Euro ad aprile 2008 è stato del 3,3% in rallentamento rispetto al mese precedente (3,6% in marzo). I capitoli di spesa che hanno maggiormente influito sull'inflazione sono stati i beni alimentari (+6,0%), i trasporti (+4,8%) e le spese per alloggio, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+4,8%).

L’inflazione decelera lievemente in tutti i principali paesi (Francia, Spagna e Germania). Per l'Italia il tasso di inflazione armonizzato si è attestato ad aprile 2008 al 3,6%, sugli stessi livelli registrati nel mese di marzo. L’inflazione italiana, dopo più di un anno, torna ad essere più alta di quella dei Paesi dell’Area Euro: ad aprile il differenziale inflazionistico a sfavore dell’Italia è pari a 3 decimi di punto.

In Italia, l'inflazione di fondo (calcolata cioè al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi) si attesta al +2,7% su livelli superiori all'Area Euro (+2,4%), ma in calo rispetto al mese precedente (+2,9% a marzo).

La dinamica inflativa dei prodotti energetici è più accentuata nell'Area Euro (+10,8% contro +10,6% in Italia), mentre in Italia è maggiore l'incremento dei prezzi degli alimentari non lavorati (+3,9% contro +3,1% nell'Area Euro).

Prezzi al consumo ad aprile 2008 
(variazioni sull’anno precedente) 
(indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

In aprile, il differenziale inflazionistico a favore dell'Italia risulta ancora rilevante per vari prodotti.
In testa alla graduatoria si trovano, come nel mese precedente, i combustibili liquidi (15,3 punti percentuali), i servizi medici e paramedici (6,8 punti percentuali), il latte, il formaggio e le uova (5,8) ed i pacchetti vacanza (5 punti percentuali).
Altri prodotti per i quali si registra una dinamica dei prezzi vantaggiosa per il nostro paese sono: gli oli e i grassi (4,6), i servizi ambulatoriali (3,4), i combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto personali (3 punti percentuali).

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I prezzi più “caldi” e più “freddi” (3)

TOP 10 – IN FORTE CRESCITA I PREZZI DI CEREALI E FARINE, COMBUSTIBILI LIQUIDI, BURRO, PASTA, BENZINE, PANE,LATTE, OLIO DI SEMI

L'inflazione del mese di aprile 2008 è stabile rispetto a marzo (3,3%), ma persistono le tendenze accelerative dei prodotti energetici e del comparto alimentare: rispetto al corrispondente mese del 2007, gli incrementi maggiori riguardano, infatti, i cereali e le farine (22,8%), i combustibili liquidi (18,9%), la pasta (18,7%), l'olio di semi (17,9%), gli altri tipi di carburanti (17,7%), il burro (16,5), il pane (13%).

Top 10 – aprile 2008
(variazioni  sull’anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire
Rilevante è anche la dinamica delle quotazioni dell'oro (+21%), in salita dal mese di agosto 2007.

I prodotti che registrano i maggiori rincari su base annua presentano tassi compresi in una forbice tra il 10 e 23% e riguardano beni e servizi di largo consumo e ad alta frequenza di acquisto. Nel loro insieme, coprono una quota di circa il 7% della spesa delle famiglie e partecipano per il 30% circa a determinare il livello dell'inflazione dell'ultimo mese.

(3) Le elaborazioni fanno riferimento alle voci di prodotto del paniere Istat dell'anno 2008, che corrispondono ognuna ad un insieme di beni omogenei. Ad esempio, per misurare la dinamica dei prezzi della voce "Pasta" vengono seguiti nel tempo i prezzi di tre prodotti considerati altamente rappresentativi: Pasta di semola di grano duro, Pasta all'uovo, Pasta ripiena. I dati indicati, pertanto, sintetizzano la variazione dei prezzi di tutti gli specifici prodotti compresi in quella voce.

BOTTOM 10 – ANCORA BUONE NOTIZIE SUI PREZZI DI BENI TECNOLOGICI, MEDICINALI, SERVIZI TURISTICI, OLIO DI OLIVA

In aprile 2008 il contributo deflazionistico più rilevante è ancora fornito dai beni e servizi a media e bassa frequenza di acquisto: apparecchiature e materiale telefonico (-15,4%), apparecchi fotografici e cinematografici (-8,5%), medicinali (-6,7%), apparecchi ricezione e registrazione di suoni ed immagini (-5,2%), apparecchi per il trattamento dell'informazione (-4,6%), pacchetti vacanza (-2,1%). Bottom 10 – aprile 2008
(variazioni sull’anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire

Si segnala la diminuzione del prezzo delle patate (-1%), mentre prosegue il calo del prezzo dell'olio di oliva (-0,7), dopo i forti rincari degli anni scorsi.

Nel loro insieme i dieci prodotti selezionati rappresentano una quota di oltre il 5% della spesa familiare ed apportano un contributo di circa il 10% alla moderazione della dinamica generale dei prezzi.

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Focus sul prezzo di alcuni prodotti

LA DIETA MEDITERRANEA È SEMPRE PIU CARA

I forti rincari dei cereali e l'aumento dei costi di trasporto hanno appesantito la spesa delle famiglie per tutti i generi alimentari. L'effetto è stato particolarmente sensibile per i prodotti tipici della dieta mediterranea (pane, pasta, riso, ortaggi e verdura, pesce, carni bianche, uova,olio d'oliva, latte e formaggio) che, a partire dai primi mesi del 2007, hanno registrato aumenti superiori a quelli degli altri generi alimentari. La dinamica dei prezzi dei prodotti alimentari
(variazioni  sull’anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire

Il divario tra la dinamica dei prezzi dei due insiemi di prodotti si è ampliato progressivamente, fino a raggiungere 3 punti percentuali ad aprile di quest'anno. L'accelerazione dei prezzi dei prodotti che rientrano nella dieta mediterranea è iniziata nei primi mesi del 2005, ma solo a partire da settembre 2006 questo insieme di beni ha cominciato a registrare aumenti superiori all'inflazione generale.
Da gennaio 2006 ad oggi, questi prodotti hanno visto aumentato il loro contributo all'inflazione da appena 8 centesimi di punto fino a quasi 7 decimi.

RALLENTA LA DINAMICA DEFLAZIONISTICA DEI PRODOTTI HI-TECH

Negli ultimi anni, i prodotti ad alta tecnologia (pc, tv, dvd, apparecchi audio, fotocamere, ecc.) hanno contribuito alla moderazione dell'inflazione, soprattutto grazie alla rapida evoluzione dei modelli, che ha spinto a continui ribassi dei prodotti meno aggiornati e, nel contempo, al rafforzamento dell'euro, che ha reso più convenienti le importazioni di questi articoli.

La dinamica dei prezzi dei prodotti ad alta tecnologia
(variazioni sull’anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire
Negli ultimi mesi, tuttavia, il calo dei prezzi ha subito una progressiva decelerazione, dovuta essenzialmente all'aumento dei costi di trasporto dai paesi di produzione e ad un relativo rallentamento nell'evoluzione tecnologica, legata anche all'incertezza sull' introduzione di alcuni standard (da quelli relativi all'audiovisivo, fino ai ritardi nella diffusione del digitale terrestre). In queste condizioni, il contributo dei prodotti hi-tech alla riduzione dell'inflazione è passato dai quasi 2 decimi di punto di inizio 2007 a poco più di un decimo.

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La dinamica delle tariffe dei servizi pubblici locali

FORTI INCREMENTI DELLE TARIFFE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI NELL'ULTIMO DECENNIO

Nell'ultimo decennio la spesa legata ai “servizi pubblici locali” è fortemente aumentata, a causa sia dell'aumento dei costi dei servizi stessi, che della diversa gestione finanziaria delle competenze tra Stato e Regioni. Su tale risultato ha pesato essenzialmente l'elevata intensità energetica di molti servizi.

Andamento dei prezzi dei beni e dei servizi 
(Numeri indice - 1998 = 100)
- Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire


Il grafico seguente evidenzia l'esistenza di un differenziale inflazionistico crescente dei servizi a regolamentazione locale sia rispetto ai beni che all'indice generale.4
Dal 1998 ad oggi, infatti, i servizi hanno acquisito un distacco di 10 punti percentuali rispetto ai beni e di 6 rispetto all'indice generale. Nel 2007 i servizi a regolamentazione locale, che includono i rifiuti ed i trasporti urbani, sono cresciuti del 37%, rispetto al 1998, e i beni energetici, che includono l'elettricità ed il gas, del 38%.

Andamento delle tariffe dei principali servizi pubblici locali
(Numeri indice - 1998 = 100)
- Fonte: rapporto Unioncamere 2008 - Clicca per ingrandire


Analizzando più in dettaglio le voci inerenti ai servizi pubblici locali, si nota come la tariffa della raccolta dei rifiuti sia cresciuta del 50% negli ultimi dieci anni, quella dell'acqua potabile del 44%, mentre i tassi di crescita dei prezzi del gas naturale, dei trasporti urbani e dell'elettricità siano compresi entro una forchetta che va dal 29% al 38%.

Le tariffe pagate dalle famiglie italiane per i principali servizi in esame sono cresciute mediamente del 40,4%, a fronte di un incremento generale dei prezzi del 22,2%. In particolare, le tariffe hanno mostrato una significativa accelerazione a partire dai primi anni di questo decennio.

(4) I servizi regolamentati comprendono quelle tipologie di servizio i cui prezzi sono stabiliti da amministrazioni nazionali o locali e da servizi di pubblica utilità soggetti a regolamentazione da parte di specifiche Agenzie (Authority). In particolare i servizi a regolamentazione locale comprendono: i certificati anagrafici, la tariffa per i rifiuti solidi, l'istruzione secondaria, i musei, i trasporti urbani multimodali (biglietti e abbonamenti), i taxi, le autolinee extraurbane i trasporti ferroviari regionali.I servizi a regolamentazione nazionale comprendono: i concorsi pronostici, i pedaggi autostradali, i trasporti ferroviari nazionali, i servizi di navigazione, il trasporto marittimo di auto, il canone tv, i servizi di telefonia fissa, i servizi di telefonia pubblica, i servizi postali, le tasse per il trasferimento della proprietà delle autovetture e dei motoveicoli.

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I consumi

PEGGIORANO LE PREVISIONI SULLA DINAMICA DEI CONSUMI ITALIANI NEL 2008. ATTESA UNA ACCELERAZIONE DELLA DOMANDA INTERNA NEL 2009

Nei primi mesi del 2008 sono andate peggiorando le previsioni sulla dinamica del PIL in Italia relativamente all’anno corrente. Le principali Istituzioni nazionali ed internazionali hanno fortemente rivisto al ribasso le stime; da previsioni generalizzate di una crescita del PIL vicina al 2% si è passati, nei primi mesi dell’anno, a previsioni di una crescita molto inferiore all’1%.

Previsioni sul tasso di crescita del PIL e dei consumi delle famiglie in Italia nel 2008 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati di varie fonti - Clicca per ingrandire
La revisione è particolarmente pronunciata a causa della forte contrazione della produzione industriale nell'ultimo trimestre del 2007. La flessione dell’attività economica riguarderebbe però tutta l’area dell’Euro, anche se il rallentamento italiano dovrebbe essere superiore a quello degli altri paesi.

La decelerazione del 2008 rifletterebbe una frenata diffusa a tutte le componenti di domanda. Verso un peggioramento anche le previsioni sulla dinamica dei consumi delle famiglie nel 2008. Le stime più recenti relative alla crescita dei consumi sono inferiori a quelle degli ultimi mesi del 2007 e vanno da un minimo dello 0,5% di Prometeia ad un massimo dell’1,8% del CER.

Previsioni sul tasso di crescita del PIL e dei consumi delle famiglie in Italia nel 2009 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati di varie fonti - Clicca per ingrandire
Le famiglie sarebbero quindi alle prese con una nuova contrazione delle possibilità di acquisto, per cui nel 2008 i consumi sarebbero destinati a calare rispetto all’anno precedente. I consumi delle famiglie risentirebbero dell’erosione di potere d’acquisto indotto dall’inflazione, in una situazione di diffusa incertezza in cui è andata, peraltro, intensificandosi la percezione di deterioramento della situazione finanziaria personale.

Il rafforzamento congiunturale, che molti economisti prevedono nel secondo semestre del 2008, potrebbe fornire un impulso positivo al 2009, consentendo un’accelerazione del ritmo di crescita del PIL e dei consumi.
Il miglioramento atteso per il 2009, indicato da molte Istituzioni, è però condizionato al rientro delle tensioni dei prezzi delle materie prime e ad un aumento del reddito disponibile.

I prezzi dei prodotti energetici

IL PETROLIO RAGGIUNGE I 125 DOLLARI AL BARILE MALGRADO IL RALLENTAMENTO DELL’ECONOMIA MONDIALE. FRENA LA CORSA DELL’EURO

Il prezzo del greggio, che ha raggiunto quota 125 dollari/barile a metà maggio, appare trainato da una domanda dei paesi emergenti apparentemente inelastica rispetto al prezzo. Permangono, inoltre, i timori degli analisti riguardo all' effettiva capacità produttiva dei principali paesi e, più precisamente, sulla quantità di greggio a basso tenore di zolfo.

Prezzo del petrolio “Brent” e cambio euro-dollaro
(Numeri indice - gennaio 2007 = 0) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati del U.S. DOE e Banca Centrale Europea - Clicca per ingrandire
Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (EIA), ad aprile la produzione totale di petrolio è calata di 400.000 barili al giorno (mbg), attestandosi a 86,8 mbg. Tra le cause indicate: le interruzioni nel mare del Nord ed il calo di produzione nei paesi dell'ex-Unione Sovietica e dell'OPEC. 5

L'Agenzia ha anche rivisto al ribasso le previsioni sulla domanda mondiale per il 2008, portandole a 86,8 mbg. Il rallentamento della crescita economica e gli aumenti dei prezzi suggeriscono un calo della domanda nei paesi dell'area OCSE per il terzo anno consecutivo; nei paesi non-OCSE, al contrario, la crescita della domanda, soprattutto della Cina e del Medio Oriente, dovrebbe essere pari a +3,7%, equivalente a 1,4 mbg, che porterebbe ad una crescita mondiale dell'1,2% (pari a +1,0 mbg).

Sul mercato dei cambi si assiste da metà aprile ad un lieve indebolimento dell'euro rispetto al dollaro statunitense, passando da 1,59 a 1,55 dollari per un euro (dati al 16 maggio).

(5) L'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) comprende i paesi che si sono associati per negoziare con le compagnie petrolifere gli aspetti relativi alla produzione di petrolio, ai prezzi e alle concessioni.

I PREZZI INDUSTRIALI DEI CARBURANTI: SALGONO LE QUOTAZIONI DELLA BENZINA E DEL GASOLIO E AUMENTA IL DIFFERENZIALE CON L’AREA EURO A 15 PAESI

Prezzo industriale della benzina 
(euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire
In Italia, il prezzo industriale della benzina nella seconda settimana di maggio ha raggiunto 0,652 € al litro, ed è superiore di circa 9 centesimi a quello della Germania e della Gran Bretagna, di 7,5 centesimi rispetto alla Francia e di 3,7 centesimi rispetto alla Spagna. In media mensile, il prezzo industriale della benzina verde è in significativa crescita in tutti i paesi e, in Italia, presenta un aumento del 6% rispetto ad aprile.

L’analisi del prezzo industriale da gennaio 2007 evidenzia che in Italia la benzina si è costantemente mantenuta al di sopra della media dell’Unione Europea a 15 paesi, con un differenziale medio di 3,3 euro cent; tale livello è aumentato giungendo a toccare 4,7 centesimi di euro nella rilevazione del 12 maggio.

Differenziale Italia - UE 15 del prezzo industriale della benzina
(€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire


Anche il prezzo industriale del gasolio, 0,782 € al litro a metà maggio, continua la sua crescita, guadagnando 12 centesimi di euro al litro rispetto alle quotazioni di gennaio e 23 centesimi rispetto ad un anno fa. Al 12 maggio, lo scostamento del prezzo industriale del gasolio italiano, rispetto agli altri paesi europei, si mantiene a un livello di 11 centesimi di euro al litro rispetto alla Gran Bretagna, e di circa 8 e 7 centesimi rispetto a Germania e Francia e di circa 4 centesimi nei confronti della Spagna.

Il differenziale del prezzo del gasolio tra l’Italia e la media UE a 15 paesi, 3,7 centesimi di media, appare in crescita negli ultimi tre mesi raggiungendo il 12 maggio 5,1 centesimi di euro al litro (il livello più alto dal gennaio 2008).

Prezzo industriale del gasolio
(euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire Differenziale Italia - UE 15 del prezzo industriale del gasolio
(€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

IN ITALIA IL PREZZO AL CONSUMO DELLA BENZINA RIMANE ELEVATO - LA COMPONENTE FISCALE È ALLINEATA CON I PRINCIPALI PAESI EUROPEI

Prezzo al consumo della benzina (euro al litro, medie mensili)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Il prezzo del gasolio alla pompa ha raggiunto quello della benzina verde: a metà maggio entrambi i carburanti costano pochi centesimi meno di 1,5 6 euro al litro . Dall’inizio del 2007 alla seconda settimana di maggio 2008, il prezzo della benzina al consumo in Italia (tasse e accise incluse) rilevato dalla Commissione Europea, è passato da 1,206 a 1,459 €/litro, segnando un aumento del 19%. Rispetto all’inizio del corrente anno l’aumento è del 6%.

Benzina, prezzo industriale e componente fiscale €/litro - Maggio 2008 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire
Dagli ultimi dati disponibili, il prezzo della benzina al consumo in Italia è leggermente superiore a quello praticato in Germania (un centesimo di euro al litro), di circa 4 e 5 centesimi se comparato al prezzo vigente in Francia e Gran Bretagna. Analizzando l’influenza della componente fiscale sul prezzo della benzina, è possibile notare come l’Italia presenti un valore allineato con quello dei principali paesi.

(6) Nella seguente analisi si fa riferimento ai prezzi al consumo di fonte Commissione Europea che includono le tasse e le accise nazionali.

CONTINUA A CRESCERE IL PREZZO AL CONSUMO DEL GASOLIO

Prezzo al consumo del gasolio
(euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire
Il prezzo al consumo del gasolio per auto è in una fase di rialzo da marzo 2007, passando, in Italia, da 1,093 €/litro a gennaio 2007 a 1,446 €/litro (seconda settimana di maggio 2008). Al 12 maggio, il prezzo medio al consumo del gasolio in Italia risulta inferiore di 9,4 centesimi a quello praticato in Gran Bretagna, ma superiore di circa 10 e 4 centesimi rispetto a Francia e Germania; la Spagna presenta uno scarto di 22 centesimi a causa del diverso regime fiscale.

Come per la benzina, così per il gasolio, la componente fiscale in Italia è in linea con quella praticata nei principali paesi europei, ad eccezione della Spagna e della Francia.

Diesel, prezzo industriale e componente fiscale €/litro - Maggio 2008
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe – MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

La dinamica del prezzo del petrolio

NON SI ARRESTA LA CORSA DELLE QUOTAZIONI DEL PETROLIO

A metà del mese di maggio il petrolio ha raggiunto sui mercati internazionali la quotazione record di 125 dollari al barile. Tra gli analisti si sta affermando l’ipotesi che il forte apprezzamento del petrolio sia imputabile ad un intenso afflusso di capitali speculativi in previsione di una tenuta della domanda di carburanti e combustibili, nonostante la fase recessiva dell’economia mondiale.

A gennaio 2007, il prezzo del petrolio “Brent”, la varietà di riferimento in Europa, era di 53 dollari al barile; a gennaio dell’anno corrente si è attestato a quota 92 dollari, mentre il West Texas Intermediate, il greggio di riferimento negli Stati Uniti, aveva già raggiunto la soglia dei 100 dollari. All’inizio di maggio il prezzo è continuato a crescere, nonostante la fine degli scioperi proclamati in Nigeria e in Scozia, presso alcuni terminali petroliferi strategici, la messa in stoccaggio flottante di importanti quantità di greggio da parte di Iran ed Arabia Saudita e, soprattutto, le voci in sede OPEC del possibile aumento della produzione giornaliera di 500.000 barili al giorno.

Tra le cause del fenomeno, si evidenzia un evidente spostamento di capitali verso le commodities, che ha già contribuito nei mesi scorsi ai rialzi dei prezzi delle materie prime come i cereali (su cui pesa anche la crescita di domanda di colture destinate ai biocarburanti) ed i metalli. Viene anche da più parti sottolineato come la dimensione del mercato a termine abbia raggiunto i 500 milioni di barili contrattati ogni giorno sulle piazze finanziarie.

Questo dato, comparato con una produzione effettiva di 85 milioni di barili al giorno, conferma soprattutto l’atteggiamento dei grandi investitori che, da un lato, “scommettono” sulla tenuta della domanda e, dall’altro, interpretano i timori sulla capacità dell’offerta di adeguarsi alla domanda come un’ulteriore motivazione a prevedere rialzi futuri. Attualmente, infatti vengono prodotti 87 milioni di barili/giorno (mbg), con una domanda che si attesta a 88 mbg. In sostanza, la domanda di petrolio tiene, malgrado la corsa dei prezzi, e questo sembra attribuibile essenzialmente alla continua crescita dei consumi nell’area non-OCSE (+3,7%), Cina in testa (+4,9%).

Sul fronte dei prodotti finali (che interessano direttamente i consumatori) si rileva la diminuzione delle scorte mondiali di distillati medi, da cui si produce il gasolio. A marzo, infatti, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (EIA), questi subiscono un calo del 6,7% rispetto all’anno scorso (477 mbg), imputabile alla diffusione di generatori di piccola potenza per la produzione di elettricità nelle economie emergenti. Questi “nuovi” consumi di gasolio compensano il calo della domanda di carburanti per autotrazione nei paesi OCSE e confermano la forte dipendenza dai prodotti petroliferi dell’economia mondiale.

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