Osservatorio Prezzi e TariffeDGAM

Newsletter online dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe

N. 9/2008 Roma, 25 luglio 2008

Indice

 Presentazione

 In sintesi

 Confronto con l'Europa

 I prezzi più "caldi" e più "freddi"

 Il prezzo al consumo della frutta e degli ortaggi

 I consumi

 I prezzi dei prodotti energetici

Presentazione

Questa Newsletter ha cadenza mensile ed è rivolta a consumatori, associazioni di categoria ed istituti di ricerca. Offre dati e analisi sulle più recenti dinamiche dei prezzi e dei mercati attraverso una sintesi iniziale e successive sezioni di approfondimento.

La Newsletter, curata dall'Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori1 del Ministero per lo Sviluppo Economico, con il supporto tecnico dell'IPI, si apre con il confronto della dinamica inflazionistica italiana con quella dell'Area Euro.

Una sezione successiva è dedicata all'analisi dei beni e dei servizi che hanno pesato di più sull'inflazione (top) e di quelli che, viceversa, hanno contribuito maggiormente a contenere l'aumento complessivo dei prezzi (bottom).

Una sezione è dedicata alle quotazioni dei beni ortofrutticoli in Italia e nell'area dell'Euro.

La sezione successiva contiene una breve disamina sull'evoluzione dei consumi, considerati un'importante spia dello stato di salute dell'economia.

Particolare attenzione viene dedicata ai mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso un'analisi dell'andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del gasolio in Italia e nei principali paesi europei.

Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle più recenti dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sito www.osservaprezzi.it.

(1) La gestione dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe, nella nuova organizzazione del Ministero dello sviluppo economico derivante dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 Novembre 2007, n. 225, e dal decreto ministeriale 19 febbraio 2008, è affidata all'Ufficio V - Monitoraggio prezzi - della Direzione generale per la concorrenza e i consumatori, costituita nell'ambito del Dipartimento per la regolazione del mercato.




"Prezzi & Consumi" partecipa al concorso "Comunicare on-line" del Com-PA 2008

Questa newletter partecipa al concorso "Comunicare on-line", promosso in occasione della prossima edizione (Milano 21-23 ottobre) del Com-PA Salone della Comunicazione Pubblica 2008.

Il tema del Salone 2008, "Le nuove frontiere della comunicazione di pubblica utilità Istituzioni, imprese, soggetti sociali raccontano gli interessi collettivi", corrisponde all'impegno del Ministero per lo Sviluppo Economico per una comunicazione integrata, di "largo consumo", ben collegata con il territorio, strutturata e "organizzata nei contenuti" per veicolare con grafici esemplificativi e collegamenti ipertestuali informazioni e notizie utili per i cittadini consumatori.

Nell'ambito delle attività previste dal Com-PA, il 23 ottobre saranno premiati i migliori esempi di modernizzazione della P.A., di efficienza nei settori di pubblica utilità, di fruibilità dei servizi e di qualità nelle relazioni con i cittadini.

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In sintesi

(2) Indicatore sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo che si riferisce al prezzo effettivamente pagato dal consumatore e che esclude dal paniere, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.

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Confronto con l'Europa

L'INFLAZIONE ITALIANA IN LINEA CON QUELLA DELL'AREA EURO

Il tasso d'inflazione tendenziale nell'Area Euro a giugno 2008 è stato del 4% (3,7% in maggio) in ulteriore sensibile accelerazione. I capitoli di spesa che hanno maggiormente influito sull'inflazione sono stati i trasporti (+7,1%), i beni alimentari (+6,4%), le spese per alloggio, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+6,1%).

Prezzi al consumo
(indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

L'inflazione accelera sensibilmente in tutti i principali paesi, in particolare, Francia, Spagna e Germania. Per l'Italia il tasso di inflazione armonizzato si è attestato a giugno 2008 al 4%, in sensibile aumento rispetto al mese di maggio (+3,7%). In Italia, l'inflazione di fondo (calcolata cioè al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi) si attesta al +3% (+2,8% a maggio) su livelli più elevati rispetto all'area dell'Euro (+2,5%) dove resta stabile sui valori del mese precedente. Più accentuata è nell'Area Euro la dinamica inflativa dei prodotti energetici (+16% contro +14,6% in Italia), mentre in giugno è più elevato in Italia l'incremento tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati (+4,6% contro + 3,9% dell'Area dell'Euro).

Confronto Italia vs. Area Euro - i 10 gruppi di prodotto con l'inflazione più favorevole all'Italia a giugno 2008
(variazioni sull'anno precedente) (indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Per alcuni prodotti, il differenziale inflazionistico a favore dell'Italia risulta ancora rilevante. In testa alla graduatoria si trovano, come nel mese precedente, e con divario in lieve flessione, i combustibili liquidi (21,1 punti percentuali), i servizi medici e paramedici (6,4 punti percentuali), il gruppo di prodotti latte, formaggio e uova (4,8). Altri gruppi per i quali si rileva un significativo vantaggio del nostro paese sono gli oli e i grassi (4,5) ed i servizi relativi ai viaggi "tutto compreso" (2,5).


Confronto Italia vs. Area Euro - i 10 gruppi di prodotto con l'inflazione più sfavorevole all'Italia a giugno 2008 
(variazioni sull'anno precedente)
(indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Per alcuni prodotti è, invece, il differenziale inflazionistico a sfavore dell'Italia ad essere consistente. In testa alla graduatoria si trovano le apparecchiature per l'elaborazione delle informazioni (7,3 punti percentuali) in flessione in Italia ma con ritmi più accentuati nell'Area dell'Euro, i Trasporti di passeggeri marittimi e per vie d'acqua interne (5,6), la fornitura dell'acqua (5,4), le apparecchiature fotografiche e cinematografiche, strumenti ottici (5,2), le apparecchiature per la ricezione, la registrazione e la riproduzione di suono e immagini (5,0).

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I prezzi più "caldi" e più "freddi" (3)

TOP 10 – NON SI ATTENUA LA CORSA DEI PREZZI DEI DERIVATI DEL PETROLO E DEI PRODOTTI ALIMENTARI

Top 10 - giugno 2008
(variazioni sull'anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire
A giugno 2008 si registra un ulteriore rialzo dell'inflazione, con un tasso tendenziale del 3,8% rispetto al 3,6% registrato nel mese precedente, causato dall'aggravarsi delle tensioni dei prodotti energetici e del comparto alimentare: rispetto al corrispondente mese del 2007 gli aumenti maggiori di giugno riguardano ancora i combustibili liquidi (31,9%), gli altri tipi di carburanti (27,9%), i cereali e le farine (26,7%), l'olio di semi (22,6%), la pasta (22,3%), il burro (16,2), il pane (13%). Consistenti risultano anche gli incrementi dell'oro e dei trasporti aerei.

I prodotti che registrano i maggiori rincari su base annua presentano tassi compresi in una forbice tra il 12,5% e il 31,9% e riguardano beni e servizi di largo consumo e alta frequenza di acquisto. Nel loro insieme, coprono una quota del 7,6% della spesa delle famiglie e contribuiscono per il 37% circa a determinare il livello dell'inflazione dell'ultimo mese.

BOTTOM 10 – IL CALO DEI PREZZI RIGUARDA SOPRATTUTTO MOLTI BENI TECNOLOGICI E I MEDICINALI

Bottom 10 - giugno 2008
(variazioni sull'anno precedente)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire
Nel mese di giugno 2008 il contributo deflazionistico è prevalentemente fornito dai beni e servizi a media e bassa frequenza di acquisto: apparecchiature e materiale telefonico (-11,4%), apparecchi fotografici e cinematografici (-8,6%), apparecchi per il trattamento dell'informazione (-7,5%), medicinali (-5,8%), apparecchi ricezione e registrazione di suoni ed immagini (-5,5%). La diminuzione dei prezzi proviene inoltre dai servizi alberghieri, unitamente alle flessioni delle patate (-1,1%) e dell'olio di oliva (-0,3). Nel loro insieme i dieci prodotti selezionati rappresentano una quota del 7,6% della spesa familiare ed apportano un modesto contributo (7,4%) alla moderazione della dinamica generale dei prezzi.

RINCARI MODERATI PER MOLTI ALIMENTARI E PER VARI PRODOTTI AD ALTA INTENSITÀ ENERGETICA

Il sistema produttivo sembra assorbire gli impulsi inflattivi molto più efficacemente che in passato. Nonostante gli aumenti a due cifre dei derivati del petrolio e quelli assai consistenti degli alimentari, restano ancora moderati i prezzi di numerosi beni e servizi appartenenti o strettamente legati a tali categorie di prodotti.

In particolare, nel corso degli ultimi 12 mesi, hanno registrato riduzioni o rincari sensibilmente inferiori alla media le carni fresche e lavorate, eccetto quelle bovine (che tuttavia scontano un assestamento sui livelli assai elevati raggiunti pochi mesi fa), i prodotti ittici (nonostante i rincari dei carburanti che hanno colpito il settore della pesca), l'olio d'oliva (che sembra aver ormai archiviato i forti rincari dello scorso anno), gli ortaggi (probabilmente favoriti da una buona annata agricola), vari prodotti dolciari (zucchero, cioccolato e confetteria) e gran parte delle bevande analcoliche (acqua minerale, succhi di frutta, thè, altri analcolici).

La dinamica dei prezzi di alcuni prodotti

Accanto a questi prodotti, che in media a giugno hanno registrato aumenti ancora dell'ordine del 2%, vi sono sorprendentemente anche vari beni e servizi che richiedono un elevato impiego di petrolio o di carburanti, come gli pneumatici, i trasporti urbani, i servizi di trasloco e quelli postali, i pacchetti vacanza (su cui pesa molto la componente dei trasporti).

Nel complesso, l'insieme di questi beni e servizi "virtuosi" rappresenta l'8,2% della spesa delle famiglie e, da metà 2007, contribuisce stabilmente a moderare l'inflazione, con aumenti compresi tra un minimo dello 0,6% a settembre dell'anno scorso ed un massimo del 2,2% toccato a giugno.

(3) Le elaborazioni fanno riferimento alle voci di prodotto del paniere Istat dell'anno 2008, che corrispondono ognuna ad un insieme di beni omogenei. Ad esempio, per misurare la dinamica dei prezzi della voce "Pasta" vengono seguiti nel tempo i prezzi di tre prodotti considerati altamente rappresentativi: Pasta di semola di grano duro, Pasta all'uovo, Pasta ripiena. I dati indicati, pertanto, sintetizzano la variazione dei prezzi di tutti gli specifici prodotti compresi in quella voce.

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Il prezzo al consumo della frutta e degli ortaggi

NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2008 IL PREZZO DELLA FRUTTA FRESCA ACCELERA LA SUA CORSA

I dati ufficiali di fonte Istat indicano come i prezzi al consumo della frutta fresca abbiano sperimentato dalla fine del 2006 una fase di forte crescita, superiore all'inflazione generale.
La dinamica degli ultimi mesi registra un incremento verso valori massimi: nel mese di giugno 2008 la variazione dei prezzi su base annua è pari a +7,9%, superando il massimo di luglio 2007.

Dinamica dei prezzi al consumo dell'ortofrutta in Italia
Indici dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (NIC)
Variazioni rispetto all'anno precedente - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire
I dati degli ortaggi indicano, invece, una dinamica dei prezzi negli ultimi due anni più contenuta rispetto a quella del paniere complessivo. Soltanto negli ultimi mesi si registra un'accelerazione: dal marzo 2008 il tasso di crescita delle quotazioni degli ortaggi supera il tasso d'inflazione generale. La dinamica degli ultimi mesi registra una stabilità: per il terzo mese consecutivo, nel mese di giugno 2008, la variazione dei prezzi su base annua si è posizionata a +4,5%.


NEL 2008 LA FRUTTA SI APPREZZA MENO IN ITALIA CHE NEL RESTO DELL'AREA EURO

Dinamica dei prezzi al consumo della frutta in Italia e nell'Area Euro
Indici dei prezzi al consumo armonizzati (IPCA)
Variazioni rispetto all'anno precedente - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire
In confronto all'Area Euro, l'andamento tendenziale dei prezzi della frutta in Italia, in base all'Indice Armonizzato, dall'inizio del 2008 cresce a velocità inferiore.

DDinamica dei prezzi al consumo degli ortaggi in Italia e nell'Area Euro
Indici dei prezzi al consumo armonizzati (IPCA)
Variazioni rispetto all'anno precedente - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

I prezzi degli ortaggi in Italia, in base all'Indice Armonizzato, dall'inizio del 2008 crescono ad una velocità significativamente superiore alla media dei paesi dell'Euro.

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I consumi

NEL 2007 SCENDE LA SPESA REALE DELLE FAMIGLIE ITALIANE

L'indagine sui consumi condotta dall'Istat indica che nel 2007 la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.480 euro, 19 euro in più rispetto all'anno precedente (+0,8%). La variazione, che incorpora la dinamica inflazionistica, evidenzia come a un aumento della spesa in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali. Nel 2007 la spesa per generi alimentari e bevande si attesta sullo stesso livello dell'anno precedente ed è pari a 466 euro (467 nel 2006). Le spese per generi non alimentari passano da 1.994 a 2.014 euro mensili. In aumento la quota di spese per abitazione e sanità. In calo quelle per abbigliamento e calzature, per istruzione e tempo libero.

Spesa media mensile delle famiglie
(valori in euro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Istat - Clicca per ingrandire

L'andamento a livello nazionale è la sintesi di livelli di spesa territorialmente eterogenei: posta uguale a 100 la spesa media nazionale, nel Nord la spesa delle famiglie è superiore, pari a 112,7%, nel Centro si attesta sul 102,4% e nel Mezzogiorno raggiunge il 79,4%. A livello regionale il massimo livello di spesa è raggiunto nel Veneto (122,9%), il più basso in Sicilia (71,1%).

I livelli e la composizione della spesa dipendono in misura rilevante dalla dimensione familiare: nel 2007, la spesa varia da un minimo del 54,7% rispetto alla media nazionale per le famiglie composte da un solo individuo con più di 64 anni a un massimo del 128,6% per quelle di tre o più componenti. I livelli di spesa più elevati sono quelli delle famiglie con persona di riferimento imprenditore o libero professionista che, in media, spendono il 146,1% rispetto alla media nazionale, il doppio di quanto viene speso dalle famiglie con persona di riferimento in altra condizione non professionale (disoccupati, casalinghe o persone in altra condizione non professionale).

Spesa media mensile nel 2007 per ripartizione territoriale e tipologia di famiglia
(Numeri indice Italia = 100) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Eurostat - Clicca per ingrandire
Il più elevato livello di spesa si articola in una diversa composizione rispetto ai vari beni e servizi: all'aumentare della spesa totale cresce la quota di spesa destinata al tempo libero e all'istruzione (massima tra i dirigenti e impiegati), all'abbigliamento e calzature (prossima all'8% tra imprenditori e liberi professionisti). Al contrario, le famiglie con minori disponibilità economiche (quelle di operai, ritirati dal lavoro e persone in altra condizione non professionale) destinano quote di spesa più elevate ai generi alimentari (anche superiori al 20%) e all'abitazione.

IN EUROPA LE FAMIGLIE IMPIEGANO PIÙ DELLA METÀ DELLA LORO SPESA PER LA CASA E IL CIBO

Consumi delle famiglie nel 2005 secondo le principali macrovoci di spesa
(dati percentuali, Totale consumi = 100)
 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Eurostat - Clicca per ingrandire

Secondo i dati dell'Eurostat, nel 2005 nei 27 paesi dell'Europa un terzo della spesa delle famiglie è stato impiegato per la gestione della casa (includendo i mobili e i servizi per la casa) (33,1%), e circa un quinto per beni alimentari e tabacco (19,4%). Non trascurabili anche le spese per i trasporti (11,9%), per la ricreazione e la cultura (8,4%), per abbigliamento e calzature (5,7%) e per ristoranti e alberghi (5,3%). In Italia il peso della casa e del cibo nel bilancio delle famiglie è stato superiore alla media degli altri Paesi (rispettivamente 35,4% e 20,4%). In Italia sono, invece, inferiori alla media europea soprattutto le quote riservate al tempo libero e alle comunicazioni.


LE FAMIGLIE SPAGNOLE IMPIEGANO OLTRE L'8% DELLA SPESA AL RISTORANTE O AL BAR. IN ITALIA SI SPENDE OLTRE IL 4% PER LA CARNE

Consumi delle famiglie nel 2005 per alcuni beni e servizi
(dati percentuali, Totale consumi = 100) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Eurostat - Clicca per ingrandire
Analizzando alcuni singoli prodotti del paniere dei consumi delle famiglie, nel 2005 in Italia la quota di spesa riservata alla carne è stata superiore a quella della media dei paesi europei (4,4% rispetto a 3,8%). Inferiori alla media le quote delle bevande alcoliche, di giornali, libri e cartoleria e di ristoranti e bar.

Rispetto ai principali paesi europei, la Germania si segnala per le superiori quote di spesa per giornali e libri (1,9%); la Spagna per le quote più alte per la carne (4,7%) e per ristoranti e bar (8,4%); il Regno Unito per le quote più alte per gli alcolici (1,4%).

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I prezzi dei prodotti energetici

IL PETROLIO SI AVVICINA AI 150 DOLLARI AL BARILE; L'EURO VALE 1,6 $

Dall'inizio di luglio, il prezzo del petrolio greggio ha subito forti oscillazioni, posizionandosi tra 135 e 147 dollari al barile. Tali oscillazioni sono attribuibili a un insieme di fattori che comprendono la forte domanda dei paesi emergenti (Cina ed India), la crisi del sistema creditizio statunitense (con annessa debolezza del dollaro), le tensioni nei paesi produttori (Iran, Nigeria, Venezuela) ed i limiti, politici o geologici, di un'offerta (Russia, Arabia Saudita in primis) che non cresce. Questo insieme di fattori sta producendo serie tensioni sui mercati internazionali che, se da un lato deprimono l'andamento borsistico di interi settori industriali, dall'altro creano una corsa verso "beni rifugio", quali il petrolio stesso, l'oro e le materie prime alimentari, conducendo ad un ulteriore aumento delle relative quotazioni.

Prezzo del petrolio Brent e cambio euro-dollaro
(Numeri indice - gennaio 2007 = 0) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati del U.S. DOE e Banca Centrale Europea - Clicca per ingrandire

La domanda mondiale di petrolio, trainata dall'industria dei paesi emergenti e dai trasporti, rimane elevata ed appare poco elastica alle variazioni di prezzo. Inoltre, tra gli analisti, permangono timori in merito all'effettiva capacità produttiva mondiale oltre il 2010. Nel breve periodo, si constata che l'aumento della produzione dell'Arabia Saudita di giugno - 0,2 milioni di barili al giorno (mbg) - ha avuto un effetto-calmiere di portata limitata.

Dal lato dell'offerta, all'inizio di luglio, l' International Energy Agency (IEA) ha elaborato una serie di previsioni di medio periodo. Secondo l'Agenzia, la capacità produttiva di petrolio crescerà di 1,5 mbg ogni anno per i prossimi due anni e di 0,5 mbg dal 2011 al 2013: in totale, nel migliore dei casi, si arriverebbe ad una produzione di 89-90 mbg nel 2010.

Sul mercato valutario si assiste a luglio ad una fluttuazione del tasso di cambio intorno a 1,6 dollari per un euro.

I PREZZI INDUSTRIALI DEI CARBURANTI: SALGONO LE QUOTAZIONI DELLA BENZINA E DEL GASOLIO E DIMINUISCE IL DIFFERENZIALE CON EUROLANDIA

Prezzo industriale della benzina (euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

In Italia, il prezzo industriale della benzina nella prima metà di luglio ha raggiunto 0,71 € al litro ed è superiore di circa 7 centesimi a quello della Francia, della Germania e del Regno Unito, ma in linea con la media di Eurolandia. L'aumento del prezzo industriale della benzina dall'inizio dell'anno è del 23%.

L'analisi del prezzo industriale evidenzia come in Italia la benzina sia costantemente al di sopra della media dell'Unione Europea a 15 paesi, con un differenziale medio di 3,4 euro cent; a metà luglio si rileva una flessione del differenziale (3,1 euro cent) rispetto al mese di giugno.

Differenziale Italia - UE 15 del prezzo industriale della benzina
(€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Anche il prezzo industriale del gasolio, 0,849 € al litro a metà di luglio, continua la sua crescita, guadagnando 20 centesimi di euro al litro rispetto alle quotazioni di gennaio e 30 centesimi rispetto ad un anno fa. Alla prima metà di luglio, lo scostamento del prezzo industriale del gasolio italiano, rispetto agli altri paesi europei, si mantiene a un livello di 6 centesimi di euro al litro rispetto al Regno Unito, di circa 6 centesimi rispetto a Germania e Francia e di circa 2 centesimi nei confronti della Spagna. L'aumento percentuale dall'inizio dell'anno è del 32%.

Prezzo industriale del gasolio
(euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire


Il differenziale del prezzo del gasolio tra l'Italia e la media UE a 15 paesi appare in leggera flessione negli ultimi tre mesi, raggiungendo 3,5 centesimi al litro a metà luglio.

Differenziale Italia - UE 15 del prezzo industriale del gasolio
(€ cent/litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

I PREZZI AL CONSUMO RIMANGONO ELEVATI - LA COMPONENTE FISCALE IN ITALIA È IN LINEA CON I PRINCIPALI PAESI EUROPEI

Prezzo al consumo della benzina (euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Dall'inizio dell'anno alla seconda settimana di luglio 2008, il prezzo della benzina al consumo in Italia (tasse e accise incluse) rilevato dalla Commissione Europea, è passato da 1,36 a 1,53 euro al litro, segnando un aumento del 12%.

Benzina, prezzo industriale e componente fiscale - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire
Dagli ultimi dati disponibili, il prezzo della benzina al consumo in Italia è leggermente superiore a quello dei paesi vicini e della media di Eurolandia; la benzina italiana è anche di poco inferiore a quella pagata in Germania; analizzando l'influenza della componente fiscale sul prezzo della benzina, è possibile notare come l'Italia presenti un valore in linea a quello dei principali paesi.


CONTINUA A CRESCERE IL PREZZO AL CONSUMO DEL GASOLIO

Prezzo al consumo del gasolio (euro al litro, medie mensili) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Il prezzo al consumo del gasolio è in rialzo dall'inizio del 2007 con una forte accelerazione da marzo 2008. In Italia, da gennaio 2007, il diesel è passato, da 1,093 a 1,526 €/litro. La media, aggiornata a metà luglio, presenta un prezzo medio Italiano inferiore di 14 centesimi a quello praticato nel Regno Unito, allineato a quello della Germania, ma superiore di circa 9 centesimi rispetto alla Francia ed alla media europea.

Diesel, prezzo industriale e componente fiscale - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Come per la benzina, così per il gasolio, la componente fiscale in Italia è in linea con la media dei 15 paesi europei, più bassa di quella di quella di Regno Unito e Germania e più alta rispetto a Spagna e Francia.

PETROLIO - PREZZO NOMINALE E REALE NEL LUNGO PERIODO

Diesel, prezzo industriale e componente fiscale - Giugno 2008 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe - MSE su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire
Il prezzo del petrolio ha raggiunto, nella prima metà del corrente anno, il livello più elevato di sempre in termini nominali e, da pochi mesi, ciò si è tradotto anche in un record in termini reali. Il grafico seguente mostra i prezzi nominali e reali del greggio per il periodo 1970-2007.

La serie di prezzi reali è ottenuta dividendo il prezzo nominale per un deflatore dei prezzi al consumo USA elaborato, dall'Energy Information Administration, in base 1982-1984 = 1. Nel 2007, il prezzo del petrolio, in termini nominali, è sensibilmente cresciuto, attestandosi in media a 72$ al barile (35$ la relativa quotazione reale). Nei primi sei mesi del 2008 - a fronte di una quotazione nominale di 110$/barile - il prezzo in termini reali si è posizionato a 51 $/barile, superando di 6 $ il record precedente, raggiunto nel 1980.

MSE IPI