Osservatorio Prezzi e TariffeDGAM

Newsletter online dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe

N.° 3/2008 - Roma, 23 Gennaio 2008

Indice

¯ Presentazione

¯ Antonio Lirosi è il Garante per i prezzi

¯ La Class Action è nel Codice del Consumo

¯ In sintesi

¯ Confronto con l'Europa

¯ I prezzi più "caldi" e più "freddi"

¯ I consumi

¯ I prezzi dei prodotti energetici (a)

¯ I prezzi dei prodotti energetici (b)

¯ I prezzi internazionali delle materie prime

Presentazione

Questa Newsletter ha cadenza mensile ed č rivolta a consumatori, associazioni di categoria ed istituti di ricerca. Offre dati e analisi sulle pił recenti dinamiche dei prezzi e dei mercati attraverso una sintesi iniziale e successive sezioni di approfondimento.

La Newsletter, curata dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale per la Concorrenza e i Consumatori (link DGCC), con il supporto tecnico dell’Istituto per la Promozione Industriale (link IPI), si apre con una presentazione della figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi, appena istituita, e con l'introduzione della Class action nel Codice del Consumo.

Nella prima parte della Newsletter viene confrontata la dinamica inflazionistica italiana con quella dell’area Euro.

Una sezione successiva è dedicata all’analisi dei beni e dei servizi che hanno registrato l’incremento di prezzo maggiore (top) e di quelli per i quali, viceversa, la flessione risulta più accentuata (bottom). E questo sia nella media dell’ultimo mese sia nella media degli ultimi dodici mesi.

La seconda parte contiene una breve disamina sull’evoluzione dei consumi (nei suoi aspetti sia quantitativi che qualitativi).

Particolare attenzione viene dedicata ai mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso un’analisi dell’andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del diesel in Italia e nell’area Euro.

Infine, una sezione è dedicata all’analisi delle dinamiche di alcuni prezzi delle materie prime internazionali.

Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle più recenti dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sitolink www.osservaprezzi.it

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Antonio Lirosi è il Garante per i prezzi

Antonio Lirosi, Capo Dipartimento per la regolazione del mercato del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato nominato Garante per la sorveglianza dei prezzi, figura istituita dalla Finanziaria 2008.

L'attività del Garante sarà indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza dei fenomeni di mercato, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’aumento dei prezzi e per favorire il dialogo tra le associazioni dei consumatori e le categorie imprenditoriali; la valorizzazione delle iniziative virtuose di coloro che adottano politiche di ribasso dei prezzi.

Sul sito link http://www.osservaprezzi.it/garanteprezzi/index.asp è disponibile una apposita sezione attraverso la quale è possibile contattare il Garante ed approfondire gli aspetti normativi e le principali funzioni del Garante.

Legge 24/12/2007, n. 244 - art. 2, commi 196-203

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La Class Action è nel Codice del Consumo

La Finanziaria 2008 ha apportato fondamentali modifiche al testo originario del Codice del Consumo, tra le quali: la nuova disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, l’inserimento delle disposizioni sulla vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, la regolamentazione dell’attività di cooperazione tra autorità amministrative al fine della effettiva applicazione delle norme di tutela dei consumatori e la disciplina dell’azione risarcitoria collettiva.

Legge 24/12/2007, n. 244 - art. 2, commi 445 - 449

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In sintesi

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Confronto con l'Europa

L'INFLAZIONE ITALIANA SI CONFERMA INFERIORE A QUELLA DELL'AREA EURO

Prezzi al consumo (indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Eurostat - Clicca per ingrandireIl tasso d'inflazione nell’area Euro in dicembre è stato del 3,1%, come a novembre. I capitoli di spesa che hanno maggiormente influito sull'inflazione registrata nell’ultimo mese in Europa sono stati i trasporti (+5,5%) e i beni alimentari (+4,8%) che da soli spiegano oltre il 50% dell’aumento complessivo dei prezzi. Incrementi consistenti hanno interessato anche il capitolo dell’istruzione (+9,4%). Per l'Italia il tasso di inflazione armonizzato si è attestato a dicembre al 2,8% (contro il 2,6% a novembre).

Il vantaggio dell’Italia rispetto all’inflazione media europea si riduce rispetto al mese di novembre (0,3% a dicembre, rispetto allo 0,5% del mese precedente), a conferma dell’accelerazione nella crescita dei prezzi italiani.

In Italia, l’inflazione di fondo (calcolata cioè al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi) coincide tuttavia con quella dell’area dell’Euro (+2,3%) anche a dicembre.

Prezzi al consumo a dicembre 2007. Variazioni sullo stesso mese dell'anno precedente (indici armonizzati) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Eurostat - Clicca per ingrandirePer alcuni prodotti, il differenziale inflazionistico a favore dell’Italia è significativo. In testa alla graduatoria si trovano i combustibili liquidi (10,3 punti percentuali), l’istruzione (6,9 punti percentuali), i servizi telefonici (6,2) e le attrezzature telefoniche (5,5), il latte, il formaggio e le uova (5,2).

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I prezzi pił “caldi” e pił “freddi”

TOP 10 – AUMENTI SIGNIFICATIVI PER CARBURANTI, COMBUSTIBILI LIQUIDI, PANE, PASTA E CEREALI, BURRO, RACCOLTA RIFIUTI (1)

Top 10, dicembre 2007 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Istat - Clicca per ingrandireGli ultimi dati dell’Istat relativi al mese di dicembre 2007 confermano le tensioni sui prezzi dei combustibili (ad eccezione del gas), dei beni alimentari e della raccolta dei rifiuti. In particolare, rispetto al corrispondente mese di dicembre 2006, gli aumenti più elevati degli alimentari riguardano: il burro (12,7%), il pane (12,3%), i cereali e le farine (11,6%) e la pasta (8,6%). Per i servizi si evidenzia un sensibile incremento dei prezzi relativamente alla raccolta rifiuti (8,3%) ed ai pacchetti vacanza (8,9%).

BOTTOM 10 – IN FLESSIONE BENI TECNOLOGICI E SERVIZI DI TELEFONIA (1)

Bottom 10, dicembre 2007 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Istat - Clicca per ingrandireI beni che, a dicembre, fanno registrare le flessioni dei prezzi più rilevanti in termini tendenziali riguardano principalmente beni durevoli non di largo consumo: apparecchi per il trattamento dell’informazione (-13,4%), servizi di telefonia (-8,2%), apparecchi fotografici e cinematografici (-8,1%), apparecchiature e materiale telefonico (-7%), apparecchi per il trattamento di suoni ed immagini
(-4,9%).

PRINCIPALI EVIDENZE DELL'ANNO 2007 (1)

Top 10, media 2007 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Istat - Clicca per ingrandireNella media del 2007 si evidenziano per gli elevati tassi di inflazione alcuni alimentari, come le patate (15,2%), il pollame (9,2%), il pane (5,7%) e la frutta fresca (5,5%); alcuni servizi pubblici, come la raccolta dei rifiuti (9,2%) ed i trasporti ferroviari (7,2%) e marittimi (7%). Aumenti significativi si sono registrati anche per oreficeria (11,2%), lubrificanti (5,6%) e manifestazioni sportive (5,5%).

Bottom 10, media 2007 - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Istat - Clicca per ingrandireNella graduatoria dei beni caratterizzati da prezzi in più accentuata flessione tendenziale nel 2007, si segnalano ancora beni hi-tech, servizi di telefonia, medicinali e trasporti aerei.

(1) Le elaborazioni fanno riferimento alle voci di prodotto del paniere Istat dell'anno 2007, che corrispondono ad un insieme di beni omogeneo (ad esempio, nella voce di prodotto pane sono inclusi il pane ed il pane per toast): il dato indicato, pertanto, va considerato con estrema cautela.

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I Consumi

I CONSUMI ITALIANI RALLENTANO MENO DI QUELLI EUROPEI E LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI SCENDE MENO RAPIDAMENTE

Consumi delle famiglie a prezzi costanti (variazioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Eurostat - Clicca per ingrandireSi conferma la fase di rallentamento delle spese delle famiglie europee. Secondo i dati più recenti diffusi da Eurostat, nel terzo trimestre del 2007, i consumi sono cresciuti solo dell’1,6% su base annua nell’area dell’euro, contro l’1,8% dell’Italia. A guidare il rallentamento è stata la Germania, dove si è registrato un ridimensionamento delle spese delle famiglie pari allo 0,1%, che conferma la riduzione dei consumi iniziata nel primo trimestre dello scorso anno. Tra i maggiori paesi, si sono registrati risultati significativamente migliori di quelli italiani solo in Spagna (+3,1%).

Clima di fiducia dei consumatori (variazioni rispetto a 3 mesi prima) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea DG Ecfin - Clicca per ingrandireLa situazione comparativamente migliore dei consumatori italiani rispetto a quelli europei è confermata dall’andamento del clima di fiducia. A partire dall’agosto dello scorso anno, l’indice calcolato dalla Commissione Europea ha continuato a perdere da 3 a 4 punti al trimestre nella media dell’area europea, mentre in Italia la flessione si è limitata a 2 punti ed ha toccato i 3 punti solo a fine anno. Peggiore è risultato il “sentiment” dei consumatori francesi, mentre in Germania la fiducia ha registrato un calo inferiore all’indice italiano solo a dicembre.

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I prezzi dei prodotti energetici (a)

IL PETROLIO RALLENTA LA SUA CORSA ED IL RAFFORZAMENTO DELL’EURO LIMITA GLI EFFETTI DEI RINCARI

Variazione del prezzo del petrolio Brent e del cambio euro-dollaro (gennaio 2007= 0) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati del DOE statunitense e Banca Centrale Europea - Clicca per ingrandireNel corso del 2007, il prezzo del petrolio Brent ha segnato un netto rialzo, passando da circa 56 $ al barile a quotazioni che hanno superato anche la soglia dei 100 dollari. In base agli ultimi dati disponibili, la quotazione a metà gennaio 2008 è ormai superiore del 65% rispetto a quella di inizio 2007. La tendenza delle ultime settimane è, tuttavia, al ribasso con un ridimensionamento dei prezzi al di sotto dei 90 dollari al barile.

Gli aumenti sono legati a diversi fattori, tra cui l’aumento strutturale della domanda nelle grandi economie asiatiche (soprattutto Cina ed India), l’incertezza circa la reale consistenza dei giacimenti dell’Arabia Saudita, le tensioni occasionali registrate in varie aree di produzione (Nigeria, Iraq, Venezuela) e l’abbassamento delle scorte strategiche statunitensi. Tali fattori sono stati in qualche misura amplificati dalla volatilità dei mercati finanziari internazionali, che hanno intensificato gli acquisti sulle commodities tradizionali dopo la crisi dei prestiti USA.

Il rafforzamento dell’euro rispetto alla moneta statunitense (+13,8% rispetto a 12 mesi prima, nella prima metà di gennaio) ha parzialmente attenuato l’impatto dell’aumento del Brent sui consumatori europei, limitando il rincaro della materia prima a circa il 50%.

I PREZZI INDUSTRIALI RIMANGONO ELEVATI, IN MODO PARTICOLARE PER IL GASOLIO

Prezzo industriale della benzina (euro al litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandireAl netto della componente fiscale, negli ultimi due anni il prezzo industriale italiano di benzina e gasolio è stato costantemente superiore alla media dell’area Euro.

Il differenziale si è allargato nella seconda parte dell’anno, soprattutto per la benzina, dopo aver mostrato segni di ripiegamento nei primi mesi del 2007.






Prezzo industriale della benzina. Differenza Italia-Area Euro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire Il prezzo industriale della benzina ha mostrato una tendenza al rialzo a partire da gennaio 2007, passando dagli 0,44 ai 0,58 €/litro della prima settimana di gennaio 2008. Il prezzo industriale del gasolio è in crescita da febbraio dello scorso anno ed ha raggiunto quota 0,65 €/litro.

Prezzo industriale del gasolio (euro al litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

Prezzo industriale del gasolio. Differenza Italia-Area Euro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

IL PREZZO AL CONSUMO DELLA BENZINA E' TORNATO SUI VALORI MASSIMI DEL 2006

Prezzo al consumo della benzina (euro al litro) - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandireNel corso del 2007, il prezzo al consumo della benzina (tasse e accise incluse) è passato da 1,20 a 1,36 €/litro, con un aumento del 13%, concentrato essenzialmente nei primi tre mesi dell’anno. Nella prima settimana di gennaio 2008, il prezzo ha toccato 1,38 €/litro, restando sempre al di sopra della media europea.

Prezzo al consumo della benzina. Differenza Italia-Area Euro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

CONTINUA IL RIALZO DEL PREZZO AL CONSUMO DEL GASOLIO

Prezzo al consumo del gasolio - euro al litro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandireIl prezzo al consumo del gasolio è in rialzo da marzo 2007. Nel corso del 2007 il prezzo è passato da 1,09 a 1,29 €/litro in Italia, contro un aumento da 1 a 1,2 €/litro nell’area Euro. Nella prima settimana di gennaio 2008, il prezzo medio nazionale ha toccato quota 1,3 €/litro. Dopo il mese di novembre 2007, quando si era ridotto il differenziale tra i prezzi nazionali e quelli europei, negli ultimi mesi si assiste ad una inversione di tendenza e ad un nuovo aumento del differenziale.

al consumo del gasolio. Differenza Italia-Area Euro - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati Commissione Europea - Clicca per ingrandire

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I prezzi dei prodotti energetici (b)(1)

Prezzi della benzina servita alla pompa - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati comunicati dalle compagnie petrolifere al MSE - Clicca per ingrandireBenzina. Nella prima metà di gennaio del corrente anno i prezzi della benzina hanno registrato andamenti piuttosto differenziati tra le compagnie. Da un lato, i prezzi minimi si sono stabilizzati appena al di sotto dei valori di novembre 2007; dall’altro i valori massimi, dopo aver sfiorato il record di 1,4 €/litro nella prima settimana di gennaio, sono ridiscesi al valore di dicembre 2007 nella terza settimana del 2008.



Prezzi del gasolio servito alla pompa - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati comunicati dalle compagnie petrolifere al MSE - Clicca per ingrandireGasolio. Anche il prezzo minimo del gasolio ha registrato una fase di stabilità a partire da dicembre dello scorso anno. Nella prima settimana di gennaio, il prezzo massimo è invece cresciuto di circa un centesimo di euro. A differenza della benzina, il prezzo massimo del gasolio non ha evidenziato alcuna flessione dal mese di agosto del 2007. Nella terza settimana del 2008, il prezzo del gasolio (sia minimo che massimo) è aumentato di circa il 17% rispetto alla corrispondente settimana dell’anno precedente.

Prezzi del GPL servito alla pompa - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati comunicati dalle compagnie petrolifere al MSE - Clicca per ingrandireGPL. I prezzi del GPL, come i carburanti liquidi, sono stabili da novembre. Durante l’estate si è registrato solo un aumento una tantum del prezzo minimo (2,5 €cent) nella seconda decade di luglio. A partire dalla seconda decade di ottobre, invece, sono aumentati a più riprese sia il prezzo minimo che quello massimo.

(1) I prezzi minimi e massimi contenuti in questa sezione costituiscono elaborazioni dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati comunicati dalle compagnie petrolifere al MSE.
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I prezzi internazionali delle materie prime

ACCELERANO LE QUOTAZIONI DEL FRUMENTO E DEI SUOI DERIVATI

I listini del frumento e degli altri cerali hanno raggiunto, da diversi mesi, nei più importanti centri di scambio internazionali, i massimi degli ultimi anni. Ad agosto 2007, le quotazioni internazionali in euro del grano tenero hanno superato i massimi raggiunti nel 1996 e la quotazione di gennaio 2007 è del 17% superiore a quella del precedente picco di maggio 1996. In Italia, nel 2006 il grano tenero era stato quotato, in media, 145 euro alla tonnellata all’origine ed il grano duro 161 euro. Nei primi undici mesi del 2007 il prezzo del frumento tenero si è impennato del 50,3%, mentre quello del frumento duro del 58,6%, toccando quotazioni mai registrate negli ultimi anni (209 €/t per il grano tenero e 252 €/t per il duro).

Dinamica del prezzo all'origine del frumento in Italia - Fonte: Elaborazioni Osservatorio Prezzi e Tariffe su dati ISMEA - Clicca per ingrandireLa sensibile ascesa negli ultimi mesi delle quotazioni dei frumenti nazionali è attribuibile prevalentemente a tensioni sui mercati mondiali. In particolare, si sono registrate condizioni climatiche sfavorevoli in varie aree di produzione, che hanno aggravato le tensioni strutturali legate all’aumento della domanda alimentare da parte di paesi in forte crescita, quali Cina ed India, e, in qualche misura, anche all’aumento della domanda di prodotti cerealicoli per la produzione di bioetanolo.

In Europa, a questi fattori si è aggiunto l’effetto indiretto della nuova politica agricola, che negli ultimi due anni ha portato alla riduzione delle superfici cerealicole a favore di coltivazioni più remunerative.

In questo contesto internazionale, va sottolineata la particolare fragilità dell’economia italiana che è ai primi posti in termini di importazioni di frumento destinato all’alimentazione umana.

Variazioni dei prezzi al consumo dei beni derivati del frumento (per la UE Eurostat indici prezzi al consumo armonizzati base 2005=100; per gli USA: USDA indice dei prezzi al consumo 1982-84=100) - Clicca per ingrandireIn Italia, le variazioni dei prezzi finali dei beni derivati dal frumento sono state, negli ultimi anni, sistematicamente inferiori gli aumenti del prezzo del grano alla produzione; dall’altra parte, si deve notare che la flessione nei prezzi all’origine registrata nel 2005 non si è tradotta in una riduzione dei prezzi al dettaglio, che hanno, invece, continuato a crescere.

I dati americani relativi ai prezzi al consumo dei cereali e dei prodotti da panetteria registrano nei primi undici mesi del 2007 un aumento pari al +4,2% in forte crescita rispetto al +1,8% del 2006. Nel corso del 2007 i prezzi per tale tipologia di prodotti sono cresciuti, nell’UE a 25 paesi, del 4,5% su base annua. In Italia il prezzo del pane e degli altri derivati del frumento è cresciuto in misura inferiore (3,6%).

Il mercato mondiale del grano (milioni di tonnellate per ciascuna campagna di raccolto. I dati del 2007-08 sono stime aggiornate al 22 novembre 2007 - Fonte International Grains Council - Clicca per ingrandireLe più recenti stime dell’International Grains Council prevedono che la produzione mondiale di grano nella campagna di raccolto 2007-2008 risalirà del 2%, dopo una diminuzione del 4,7% in quella 2006-2007. I prezzi sono previsti ancora in aumento in quanto i consumi di grano continueranno ad essere superiori alle quantità prodotte e gli stocks continueranno a diminuire.

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