


¯ Antonio Lirosi è il Garante per i prezzi
¯ La Class Action è nel Codice del Consumo
¯ I prezzi più "caldi" e più "freddi"
¯ I prezzi dei prodotti energetici (a)
La Newsletter, curata dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale
per la Concorrenza e i Consumatori (
DGCC),
con
il
supporto
tecnico
dell’Istituto per la Promozione Industriale (
IPI),
si apre con una presentazione
della
figura
del
Garante per la sorveglianza dei prezzi, appena istituita, e con l'introduzione
della
Class
action
nel Codice
del Consumo.
Nella prima parte della Newsletter viene confrontata la dinamica inflazionistica italiana con quella dell’area Euro.
Una sezione successiva è dedicata all’analisi dei beni e dei servizi che hanno registrato l’incremento di prezzo maggiore (top) e di quelli per i quali, viceversa, la flessione risulta più accentuata (bottom). E questo sia nella media dell’ultimo mese sia nella media degli ultimi dodici mesi.
La seconda parte contiene una breve disamina sull’evoluzione dei consumi (nei suoi aspetti sia quantitativi che qualitativi).
Particolare attenzione viene dedicata ai mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso un’analisi dell’andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del diesel in Italia e nell’area Euro.
Infine, una sezione è dedicata all’analisi delle dinamiche di alcuni prezzi delle materie prime internazionali.
Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle più recenti
dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sito
www.osservaprezzi.it
Antonio Lirosi, Capo Dipartimento per la regolazione del mercato del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato nominato Garante per la sorveglianza dei prezzi, figura istituita dalla Finanziaria 2008.
L'attività del Garante sarà indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza dei fenomeni di mercato, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’aumento dei prezzi e per favorire il dialogo tra le associazioni dei consumatori e le categorie imprenditoriali; la valorizzazione delle iniziative virtuose di coloro che adottano politiche di ribasso dei prezzi.
Sul sito
http://www.osservaprezzi.it/garanteprezzi/index.asp è disponibile
una apposita sezione attraverso la quale è possibile contattare
il Garante ed approfondire gli aspetti normativi e le principali funzioni
del Garante.
Legge 24/12/2007, n. 244 - art. 2, commi 196-203
La Finanziaria 2008 ha apportato fondamentali modifiche al testo originario del Codice del Consumo, tra le quali: la nuova disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, l’inserimento delle disposizioni sulla vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, la regolamentazione dell’attività di cooperazione tra autorità amministrative al fine della effettiva applicazione delle norme di tutela dei consumatori e la disciplina dell’azione risarcitoria collettiva.
Legge 24/12/2007, n. 244 - art. 2, commi 445 - 449
Il
tasso d'inflazione nell’area Euro in dicembre è stato del 3,1%,
come a novembre. I capitoli di spesa che hanno maggiormente influito sull'inflazione
registrata nell’ultimo mese in Europa sono stati i trasporti (+5,5%)
e i beni alimentari (+4,8%) che da soli spiegano oltre il 50% dell’aumento
complessivo dei prezzi. Incrementi consistenti hanno interessato anche
il capitolo dell’istruzione (+9,4%). Per l'Italia il tasso di inflazione
armonizzato si è attestato a dicembre al 2,8% (contro il 2,6% a novembre).
Il vantaggio dell’Italia rispetto all’inflazione media europea si riduce rispetto al mese di novembre (0,3% a dicembre, rispetto allo 0,5% del mese precedente), a conferma dell’accelerazione nella crescita dei prezzi italiani.
In Italia, l’inflazione di fondo (calcolata cioè al netto dei prodotti energetici e degli alimentari freschi) coincide tuttavia con quella dell’area dell’Euro (+2,3%) anche a dicembre.
Per
alcuni prodotti, il differenziale inflazionistico a favore dell’Italia è significativo.
In testa alla graduatoria si trovano i combustibili liquidi (10,3 punti
percentuali), l’istruzione (6,9 punti percentuali), i servizi telefonici
(6,2) e le attrezzature telefoniche (5,5), il latte, il formaggio e le
uova (5,2).
Gli
ultimi dati dell’Istat relativi al mese di dicembre 2007 confermano
le tensioni sui prezzi dei combustibili (ad eccezione del gas), dei
beni alimentari e della raccolta dei rifiuti. In particolare, rispetto
al corrispondente
mese di dicembre 2006, gli aumenti più elevati degli alimentari riguardano:
il burro (12,7%), il pane (12,3%), i cereali e le farine (11,6%) e
la pasta (8,6%). Per i servizi si evidenzia un sensibile incremento
dei prezzi relativamente
alla raccolta rifiuti (8,3%) ed ai pacchetti vacanza (8,9%).
I
beni che, a dicembre, fanno registrare le flessioni dei prezzi
più rilevanti
in termini tendenziali riguardano principalmente beni durevoli non
di largo consumo: apparecchi per il trattamento dell’informazione
(-13,4%), servizi di telefonia (-8,2%), apparecchi fotografici e
cinematografici (-8,1%), apparecchiature e materiale telefonico
(-7%), apparecchi
per il trattamento di suoni ed immagini
Nella
media del 2007 si evidenziano per gli elevati tassi di inflazione
alcuni alimentari, come le patate (15,2%), il pollame (9,2%),
il pane (5,7%)
e la frutta fresca (5,5%); alcuni servizi pubblici, come la raccolta
dei rifiuti (9,2%) ed i trasporti ferroviari (7,2%) e marittimi
(7%). Aumenti
significativi si sono registrati anche per oreficeria (11,2%),
lubrificanti (5,6%) e manifestazioni sportive (5,5%).
Nella graduatoria dei beni caratterizzati da prezzi in più accentuata
flessione tendenziale nel 2007, si segnalano ancora beni hi-tech,
servizi di telefonia, medicinali e trasporti aerei.
(1) Le elaborazioni fanno riferimento alle voci di prodotto del paniere Istat dell'anno 2007, che corrispondono ad un insieme di beni omogeneo (ad esempio, nella voce di prodotto pane sono inclusi il pane ed il pane per toast): il dato indicato, pertanto, va considerato con estrema cautela.
Si
conferma la fase di rallentamento delle spese delle famiglie europee. Secondo
i dati più recenti diffusi da Eurostat, nel terzo trimestre del 2007,
i consumi sono cresciuti solo dell’1,6% su base annua nell’area
dell’euro, contro l’1,8% dell’Italia. A guidare il rallentamento è stata
la Germania, dove si è registrato un ridimensionamento delle spese
delle famiglie pari allo 0,1%, che conferma la riduzione dei consumi iniziata
nel primo trimestre dello scorso anno. Tra i maggiori paesi, si sono registrati
risultati significativamente migliori di quelli italiani solo in Spagna
(+3,1%).
La
situazione comparativamente migliore dei consumatori italiani rispetto
a quelli europei è confermata dall’andamento del clima di fiducia.
A partire dall’agosto dello scorso anno, l’indice calcolato
dalla Commissione Europea ha continuato a perdere da 3 a 4 punti al trimestre
nella media dell’area europea, mentre in Italia la flessione si è limitata
a 2 punti ed ha toccato i 3 punti solo a fine anno. Peggiore è risultato
il “sentiment” dei consumatori francesi, mentre in Germania
la fiducia ha registrato un calo inferiore all’indice italiano solo
a dicembre.
Nel
corso del 2007, il prezzo del petrolio Brent ha segnato un netto rialzo,
passando da circa 56 $ al barile a quotazioni che hanno superato anche la
soglia dei 100 dollari. In base agli ultimi dati disponibili, la quotazione
a metà gennaio
2008 è ormai superiore del 65% rispetto a quella di inizio 2007. La
tendenza delle ultime settimane è, tuttavia, al ribasso con un ridimensionamento
dei prezzi al di sotto dei 90 dollari al barile.
Gli aumenti sono legati a diversi fattori, tra cui l’aumento strutturale della domanda nelle grandi economie asiatiche (soprattutto Cina ed India), l’incertezza circa la reale consistenza dei giacimenti dell’Arabia Saudita, le tensioni occasionali registrate in varie aree di produzione (Nigeria, Iraq, Venezuela) e l’abbassamento delle scorte strategiche statunitensi. Tali fattori sono stati in qualche misura amplificati dalla volatilità dei mercati finanziari internazionali, che hanno intensificato gli acquisti sulle commodities tradizionali dopo la crisi dei prestiti USA.
Il rafforzamento dell’euro rispetto alla moneta statunitense (+13,8% rispetto a 12 mesi prima, nella prima metà di gennaio) ha parzialmente attenuato l’impatto dell’aumento del Brent sui consumatori europei, limitando il rincaro della materia prima a circa il 50%.
Al
netto della componente fiscale, negli ultimi due anni il prezzo industriale
italiano di benzina e gasolio è stato costantemente superiore alla
media dell’area Euro.
Il prezzo industriale della benzina ha mostrato una tendenza al rialzo
a partire da gennaio 2007, passando dagli 0,44 ai 0,58 €/litro della
prima settimana di gennaio 2008. Il prezzo industriale del gasolio è in
crescita da febbraio dello scorso anno ed ha raggiunto quota 0,65 €/litro.
Nel
corso del 2007, il prezzo al consumo della benzina (tasse e accise incluse) è passato
da 1,20 a 1,36 €/litro, con un aumento del 13%, concentrato essenzialmente
nei primi tre mesi dell’anno. Nella prima settimana di gennaio 2008,
il prezzo ha toccato 1,38 €/litro, restando sempre al di sopra della
media europea.

Il
prezzo al consumo del gasolio è in rialzo da marzo 2007. Nel corso
del 2007 il prezzo è passato da 1,09 a 1,29 €/litro in Italia,
contro un aumento da 1 a 1,2 €/litro nell’area Euro. Nella prima
settimana di gennaio 2008, il prezzo medio nazionale ha toccato quota 1,3 €/litro.
Dopo il mese di novembre 2007, quando si era ridotto il differenziale tra i
prezzi nazionali e quelli europei, negli ultimi mesi si assiste ad una inversione
di tendenza e ad un nuovo aumento del differenziale.

Benzina. Nella
prima metà di gennaio del corrente anno i prezzi della
benzina hanno registrato andamenti piuttosto differenziati
tra le compagnie. Da un lato, i prezzi minimi si sono stabilizzati
appena al di sotto dei valori di novembre 2007; dall’altro
i valori massimi, dopo aver sfiorato il record di 1,4 €/litro
nella prima settimana di gennaio, sono ridiscesi al valore
di dicembre 2007 nella terza settimana del 2008.
Gasolio. Anche
il prezzo minimo del gasolio ha registrato una fase di
stabilità a partire da dicembre dello scorso anno.
Nella prima settimana di gennaio, il prezzo massimo è invece
cresciuto di circa un centesimo di euro. A differenza della
benzina, il prezzo massimo del gasolio non ha evidenziato
alcuna flessione dal mese di agosto del 2007. Nella terza
settimana del 2008, il prezzo del gasolio (sia minimo che
massimo) è aumentato di circa il 17% rispetto alla
corrispondente settimana dell’anno precedente.
GPL. I
prezzi del GPL, come i carburanti liquidi, sono stabili da novembre. Durante
l’estate si è registrato solo un aumento una tantum del prezzo
minimo (2,5 €cent) nella seconda decade di luglio. A partire dalla
seconda decade di ottobre, invece, sono aumentati a più riprese
sia il prezzo minimo che quello massimo.
I listini del frumento e degli altri cerali hanno raggiunto, da diversi mesi, nei più importanti centri di scambio internazionali, i massimi degli ultimi anni. Ad agosto 2007, le quotazioni internazionali in euro del grano tenero hanno superato i massimi raggiunti nel 1996 e la quotazione di gennaio 2007 è del 17% superiore a quella del precedente picco di maggio 1996. In Italia, nel 2006 il grano tenero era stato quotato, in media, 145 euro alla tonnellata all’origine ed il grano duro 161 euro. Nei primi undici mesi del 2007 il prezzo del frumento tenero si è impennato del 50,3%, mentre quello del frumento duro del 58,6%, toccando quotazioni mai registrate negli ultimi anni (209 €/t per il grano tenero e 252 €/t per il duro).
La
sensibile ascesa negli ultimi mesi delle quotazioni dei frumenti nazionali è attribuibile
prevalentemente a tensioni sui mercati mondiali. In particolare, si sono
registrate condizioni climatiche sfavorevoli in varie aree di produzione,
che hanno aggravato le tensioni strutturali legate all’aumento
della domanda alimentare da parte di paesi in forte crescita, quali Cina
ed India, e, in qualche misura, anche all’aumento della domanda
di prodotti cerealicoli per la produzione di bioetanolo.
In Europa, a questi fattori si è aggiunto l’effetto indiretto della nuova politica agricola, che negli ultimi due anni ha portato alla riduzione delle superfici cerealicole a favore di coltivazioni più remunerative.
In questo contesto internazionale, va sottolineata la particolare fragilità dell’economia italiana che è ai primi posti in termini di importazioni di frumento destinato all’alimentazione umana.
In Italia, le variazioni dei prezzi finali dei beni derivati
dal frumento sono state, negli ultimi anni, sistematicamente inferiori
gli aumenti del prezzo del grano alla produzione; dall’altra parte,
si deve notare che la flessione nei prezzi all’origine registrata
nel 2005 non si è tradotta in una riduzione dei prezzi al dettaglio,
che hanno, invece, continuato a crescere.
I dati americani relativi ai prezzi al consumo dei cereali e dei prodotti da panetteria registrano nei primi undici mesi del 2007 un aumento pari al +4,2% in forte crescita rispetto al +1,8% del 2006. Nel corso del 2007 i prezzi per tale tipologia di prodotti sono cresciuti, nell’UE a 25 paesi, del 4,5% su base annua. In Italia il prezzo del pane e degli altri derivati del frumento è cresciuto in misura inferiore (3,6%).
Le
più recenti stime dell’International Grains Council prevedono
che la produzione mondiale di grano nella campagna di raccolto
2007-2008 risalirà del 2%, dopo una diminuzione del 4,7% in quella
2006-2007. I prezzi sono previsti ancora in aumento in quanto i consumi
di grano
continueranno ad essere superiori alle quantità prodotte e gli
stocks continueranno a diminuire.