


ť www.osservaprezzi.it - i consumatori possono monitorare i prezzi on line
ť I prezzi più “caldi” e più “freddi”
ť I consumi
ť I settori liberalizzati
La Newsletter, curata dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale Armonizzazione del Mercato e Tutela dei Consumatori con il supporto tecnico dell’Ipi, si apre descrivendo brevemente le principali caratteristiche del sito dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe
www.osservaprezzi.it.
Una prima parte č dedicata all’analisi dei 10 prodotti su cui si č registrato l’incremento di prezzo maggiore (up) e di altrettanti prodotti per i quali, viceversa, la flessione risulta piů accentuata (bottom). E questo, sia nell’ultimo mese che dall’inizio dell’anno. Segue un focus su un prodotto su cui si č concentrata in particolare l’attenzione dell’opinione pubblica.
La seconda parte contiene una breve disamina sull’evoluzione dei consumi (nei suoi aspetti sia quantitativi che qualitativi), considerati un’importante spia dello stato di salute dell’economia.
La newsletter prosegue soffermandosi sull’analisi degli effetti di alcune fra le recenti misure di liberalizzazione adottate dal Governo.
Infine, particolare attenzione viene dedicata ai mercati energetici sia sotto il profilo internazionale che interno attraverso una panoramica dell’andamento del tasso di cambio dollaro-euro, del prezzo del Brent e del prezzo industriale e finale della benzina e del diesel in Italia e nell’area Euro.
Ulteriori informazioni relative ad un ampio set di indicatori sulle piů recenti dinamiche inflazionistiche sono consultabili direttamente sul sito
www.osservaprezzi.it
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato, presso la Direzione Generale Armonizzazione del Mercato e Tutela dei Consumatori (DGAMTC), l’Osservatorio Prezzi e Tariffe, con il compito di fornire, con continuità e tempestività, informazioni di qualità sul livello dei prezzi di un paniere di beni e servizi di largo consumo, sulla loro dinamica e sulla loro variabilità territoriale.
Attraverso il sito
www.osservaprezzi.it, viene messo a disposizione dei cittadini, delle imprese e parti sociali, un servizio di monitoraggio on line, immediato e di facile consultazione, dei prezzi rilevati sull’intero territorio nazionale.
Il sito offre un servizio inedito rispetto al panorama delle rilevazioni proposte dalle diverse fonti, pubbliche e private, in quanto consente di osservare i livelli dei prezzi al dettaglio di un paniere di 66 prodotti di largo consumo (pasta, pane, riso, caffè espresso al bar, dentifricio, ortofrutta…) in 38 città.
I dati, rilevati mensilmente dall’Istat, riguardano la media delle quotazioni mensili registrate in ciascun comune capoluogo di regione, nelle diverse tipologie distributive; accanto alla media è riportata l'indicazione del prezzo minimo e massimo rilevato.
L’informazione non si limita ai prezzi al dettaglio, ma riguarda anche i prezzi all’origine e all’ingrosso di alcuni prodotti alimentari. Inoltre, all’interno di un’apposita sezione, sono riportati i prezzi quotidiani dei carburanti, si può seguire l’evoluzione storica delle quotazioni e visualizzare i confronti con le medie europee.
I prezzi attualmente presenti sul sito si riferiscono al mese di ottobre; i dati relativi al mese di novembre 2007 saranno disponibili a partire dall’ultima settimana di dicembre; tale cadenza sarà costante mese per mese ed è dovuta ai tempi tecnici di elaborazione e trasmissione dei dati.
Il sito è realizzato a cura della Direzione Generale per l’Armonizzazione del Mercato e la Tutela dei Consumatori, con il supporto tecnico dell’Istituto per la Promozione Industriale (IPI) ed utilizza come principali fonti di dati Istat, Eurostat, Infomercati ed ISMEA.
La rilevazione Istat del mese di ottobre 2007 conferma le tendenze accelerative dei prezzi dei certificati anagrafici, di alcuni ortaggi, della tariffa rifiuti, dei trasporti ferroviari, della partita di calcio, del pane. In particolare, rispetto al corrispondente mese di ottobre 2006, la crescita elevata riguarda beni alimentari di largo consumo: cipolle (14,9%), limoni (13,4%), patate (11,7%), pane (10,3%), farina (9,7%), burro (8,8%). Con riferimento ai servizi, si evidenzia un sensibile aumento dei prezzi relativamente ai certificati anagrafici (26%), alla partita di calcio (9,2%), alla tariffa rifiuti solidi (9,7%) e ai trasporti ferroviari nazionali (9,5%).
Ugualmente considerevoli le contrazioni dei prezzi delle tariffe di telefonia mobile, di numerosi prodotti hi-tech, dei viaggi aerei nazionali.
I prodotti che, a ottobre, fanno registrare le variazioni deflattive dei prezzi piů significative rispetto a 12 mesi prima riguardano principalmente beni durevoli non di largo consumo (telefoni cellulari, macchina fotografica, P.C., videocamera, TV color); servizi non regolamentati (telefonia mobile e viaggi aerei nazionali) e i pompelmi.
Rispetto ai primi dieci mesi del 2007, oltre ai beni e servizi prima evidenziati, risaltano per i loro elevati tassi medi di inflazione: la fede in oro (11,2%), il pollo fresco (11,1%), i servizi regolamentati di telefonia pubblica (9,1%) e di navigazione passeggeri (7,9%).
Con riguardo, invece, alla classifica dei prodotti con prezzi in maggiore discesa tendenziale nei primi dieci mesi del 2007, si confermano i sette beni e servizi prima analizzati, tra i quali telefoni cellulari (-19,4%) e servizi di telefonia mobile (-11,5%), ai quali si aggiungono il viaggio aereo europeo (-13,5%), il gas GPL (-5,8%) e i medicinali (-5,7%).(1) Le elaborazioni fanno riferimento alle posizioni rappresentative dei prodotti del paniere Istat dell’anno 2007.
La filiera del pane sta attraversando una fase di tensione dal lato dei prezzi. Il frumento ha toccato, negli ultimi mesi, i valori di listino piů elevati degli ultimi anni nei mercati internazionali e nazionali. Le principali cause vanno ricercate in una crescente domanda (soprattutto da parte di Cina ed India) e in una ridotta offerta attribuibile principalmente a fattori climatici.
Secondo le rilevazioni Istat sui prezzi alla produzione industriale, le quotazioni delle granaglie e i prodotti amidacei (le farine) nel mese di settembre 2007 sono cresciute, in termini tendenziali, del 21%. Si tratta di una sensibile accelerazione rispetto ai mesi precedenti.
La distribuzione al dettaglio ha contenuto parzialmente gli effetti della crescita dei listini del grano. Nel mese di ottobre il tasso di variazione dei prezzi al consumo del pane č stato del +10,3%, mentre a settembre la crescita č stata del 7,7%
Secondo gli ultimi indicatori Istat disponibili, nel secondo trimestre 2007, la spesa delle famiglie residenti č cresciuta del 2,2%, rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. La variazione del trimestre precedente era stata del +2%. Gli acquisti di servizi sono cresciuti del 3%, i consumi di beni semidurevoli del 2,6%, i consumi di beni durevoli del 2,3%. Invece, la spesa per beni non durevoli č diminuita dello 0,5%.
I dati Istat relativi a settembre 2007 indicano una flessione delle vendite al dettaglio dello 0,6% rispetto allo scorso anno: la variazione tendenziale delle vendite per i piccoli esercizi commerciali č pari a -1,2%, mentre le imprese della grande distribuzione hanno visto lievemente crescere il fatturato dello 0,3% rispetto a settembre 2006. Le vendite di prodotti alimentari registrano una caduta dello 0,3 per cento.
A novembre appare in lieve recupero il clima di fiducia dei consumatori rilevato dall’Isae. Rimangono stabili le indicazioni sul quadro economico generale e sulla situazione personale. Peggiorano le previsioni sulla situazione economica del paese. Continuano a peggiorare le percezioni sull’andamento corrente dell’inflazione, ma le aspettative sull’andamento dei prezzi nei prossimi dodici mesi si attenuano rispetto alla precedente indagine.
Restano positive le previsioni dei maggiori Istituti nazionali ed internazionali sull’evoluzione a breve e medio termine dei redditi e dei consumi delle famiglie, anche se sono state riviste al ribasso le stime sulla crescita dell'economia italiana: il PIL nel 2008 dovrebbe crescere al +1,7% a fronte del +1,9% stimato per il 2007. La spesa per consumi delle famiglie dovrebbe aumentare con gli stessi ritmi del 2007 (+1,7%) (i valori presentati sono una media delle previsioni dei maggiori Istituti: Commissione Europea, FMI, OCSE, CER, Confindustria, REF, Isae, Prometeia, Governo, Unioncamere).
Dopo un inizio 2007 in cui le tariffe delle tratte nazionali sono aumentate in misura elevata, rispetto al 2006, negli ultimi mesi, si registra un trend decrescente dei listini. Ad ottobre le tariffe aeree nazionali, dopo la diminuzione del 9,6% del mese precedente, scendono del 5,4%. Le tariffe delle tratte europee continuano il loro trend di decrescita (-2,8%). I dati ufficiali Istat portano quindi a ritenere che l’obbligo di maggiore trasparenza sui costi che il consumatore si trova a sostenere abbia contribuito ad una piů accentuata riduzione dei prezzi offerti rispetto allo scorso anno, piů che compensando l’effetto negativo del contemporaneo rincaro dei carburanti.
In base all’indice Istat dei prezzi al consumo, nel mese di ottobre 2007, si conferma la forte flessione delle tariffe dei servizi di telefonia mobile (-15,5%) rispetto allo stesso mese del 2006.
Ad ottobre 2007 i prezzi al consumo dei medicinali registrano una flessione dell’1,9%, in termini tendenziali, conseguente sia alla manovra dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che, dal 1° ottobre del 2006, ha introdotto un ulteriore sconto del 5 per cento sui farmaci di fascia A con obbligo di prescrizione, sia agli effetti della liberalizzazione per i farmaci senza obbligo di prescrizione.
Nel corso del 2007, il prezzo del barile di petrolio Brent in dollari č in netto rialzo, passando da circa 56 ad oltre 90 $ al barile, con un aumento del 66%. Gli aumenti del greggio sono dovuti alla crescente domanda delle economie emergenti, come Cina ed India; alle tensioni nelle aree di produzione (Nigeria, Iraq, Venezuela) ed, infine, all’abbassamento delle scorte strategiche statunitensi ed ai timori degli operatori finanziari relativi alla reale capacitŕ produttiva dell’Arabia Saudita. L’accentuata fase di rialzo dei prezzi registrata nei mesi di ottobre e novembre, tuttavia, puň essere determinata in larga parte anche da comportamenti speculativi di carattere internazionale.
L’anno in corso si caratterizza anche per la forte ascesa dell’euro rispetto alla moneta statunitense: a metŕ novembre l’euro vale 1.46$, (rispetto all’ 1.30 di gennaio). Il rafforzamento della moneta europea attenua sensibilmente l’aumento del Brent, che, in media mensile, vale circa 60 euro al barile. Confrontando il prezzo medio degli ultimi 30 giorni con i 40 euro al barile di gennaio l’aumento in moneta europea č infatti del 48%.
Il prezzo industriale (cioč al netto della componente fiscale) di benzina e diesel dal 2003 in Italia č stato costantemente superiore alla media dell’Area euro. Entrambi i prezzi presentano una generale tendenza al rialzo a partire da luglio 2003, unita ad un aumento del differenziale, tra Italia ed area Euro, nelle fasi di rallentamento dei prezzi.
Il prezzo industriale della benzina presenta degli evidenti “picchi” estivi, generalmente riassorbiti in autunno. A novembre il differenziale scende sensibilmente al 3% rispetto al 5% registrato nel mese precedente (era all’8% a gennaio).
Il prezzo industriale del diesel č generalmente piů regolare e con un differenziale piů elevato rispetto alle quotazioni della benzina. Tuttavia, nelle prime due settimane di novembre si assiste ad una significativa riduzione dello scarto del prezzo Italiano rispetto alla media europea, che con il 3% si dimezza rispetto ad ottobre e vale un terzo rispetto al 9% di gennaio 2007.
Il prezzo al consumo della benzina (tasse e accise incluse) segue l’andamento generale del prezzo industriale, caratterizzato negli ultimi anni scorsi da rialzi nei mesi estivi. I dati, disponibili fino alla seconda settimana di novembre, mostrano comunque una tendenza al rialzo rispetto ad ottobre (2%), mentre da gennaio si osserva un aumento del 10%. Attualmente, si assiste ad una significativa riduzione del differenziale con il prezzo medio dell’area euro che, attestandosi al 2%, rappresenta il minimo storico degli ultimi due anni.
Da febbraio 2007, il prezzo al consumo del diesel per autotrazione presenta una tendenza al rialzo; i dati, relativi alla seconda settimana di novembre, mostrano un aumento del 14% dall’inizio dell’anno e del 3% rispetto ad ottobre. Come per la benzina, anche per il diesel il differenziale del prezzo finale tra Italia ed Eurozona, si riduce significativamente (5,5%) raggiungendo il minimo degli ultimi 3 anni.
Benzina. I prezzi della benzina hanno avuto una fase relativamente stabile da giugno alla metŕ di luglio, cui č seguita una netta discesa con una riduzione del prezzo di 6 €cent/litro. Dall’inizio di ottobre alla metŕ di novembre, i prezzi, sia minimi che massimi, fanno registrare aumenti di circa il 4%. Si nota un netto restringimento della differenza tra prezzo minimo e massimo che, al 18 novembre, č di soli 3 millesimi di € al litro. Globalmente, negli ultimi 5 mesi, il prezzo minimo della benzina servita alla pompa č aumentato dell’1,7% (il massimo fa registrare un +0,9%).
Gasolio. Il prezzo del diesel servito, eccettuata una fase stabile da ferragosto alla prima settimana di settembre, č in continua crescita. Dall’inizio di settembre infatti, i prezzi fanno registrare dei rialzi dell’8%; il prezzo minimo passa da 1.184 a 1,282 €/litro, mentre il massimo da 1.191 a 1.287. Da notare come la progressione molto simile tra prezzi minimi e massimi abbia prodotto, per alcuni giorni, lo stesso prezzo tra tutte le compagnie (1.229 €/litro). Dall’inizio di giugno alla fine di ottobre, il prezzo minimo č aumentato del 10%.
GPL. I prezzi del GPL, dopo il rialzo di 2,5 €cent della seconda decade di luglio, sono rimasti stabili, fino alla seconda decade di ottobre quando prezzo minimo e massimo sono nuovamente aumentati, rispettivamente, di 2,5 e 1,3 €cent/litro.
Da giugno il prezzo minimo del GPL č passato da 0,59 a 0,655 €/litro, corrispondente ad un aumento dell’10%, mentre il massimo č aumentato di meno del 3%. Di conseguenza, la differenza assoluta tra prezzo minimo e massimo č attualmente di soli 4 millesimi per litro.